Cassazione Penale, Ordinanza n. 04229/2025 del 31/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali, oltre alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
I ricorsi, proposti con unico atto da due imputati avverso la sentenza della Corte di appello di Bari del 8 marzo 2024, deducevano un motivo incentrato sulla pretesa violazione di legge e sull'asserita non correttezza della motivazione posta a base della declaratoria di responsabilità. La Corte di cassazione ha però rilevato che tale censura era formulata in modo inconferente rispetto alla tipologia del provvedimento impugnato e alle ragioni della decisione, con conseguente inammissibilità del motivo e dei ricorsi nel loro complesso. Dal testo non emergono i fatti storici specifici né il reato contestato.
Norme richiamate
art. 616 c.p.p.
euro tremila in favore della Cassa delle ammende
In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il motivo di ricorso per cassazione è inammissibile quando risulta inconferente rispetto alla natura del provvedimento impugnato e alle effettive rationes decidendi della sentenza.
- La deduzione di violazione di legge e di vizio motivazionale non è scrutinabile se non è calibrata sulla struttura della decisione impugnata e si pone al di fuori del perimetro del controllo di legittimità.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende, secondo la disciplina codicistica applicabile.
Come è indicizzato
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