Regolamento (UE) 2021/584
Regolamento di esecuzione (UE) 2021/584 del Consiglio dell’12 aprile 2021 che attua il regolamento (UE) n. 359/2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento di esecuzione (UE) 2021/584 del Consiglio aggiorna l’elenco dei soggetti sottoposti a misure restrittive ai sensi del regolamento (UE) n. 359/2011 relativo all’Iran. L’intervento si fonda sulle gravi violazioni dei diritti umani connesse alla repressione delle proteste del novembre 2019 e alla situazione carceraria iraniana. Con l’allegato del regolamento sono inserite otto persone fisiche e tre entità, con applicazione immediata dalla data di pubblicazione.
Modifica l’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 aggiungendo otto persone e tre entità all’elenco dei soggetti destinatari di misure restrittive in relazione alla situazione dei diritti umani in Iran.
Ambito di applicazione
Si applica nell’ambito delle misure restrittive dell’Unione nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran. Riguarda i soggetti elencati nell’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011, come modificato dal presente regolamento di esecuzione, con effetto diretto in tutti gli Stati membri dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Non introduce un regime materiale autonomo, ma aggiorna l’elenco dei destinatari delle misure restrittive.
Modifica dell’elenco delle misure restrittive nei confronti dell’Iran
Il regolamento di esecuzione (UE) 2021/584 del Consiglio interviene sul regime sanzionatorio già istituito dal regolamento (UE) n. 359/2011, relativo a determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran. L’aggiornamento è motivato, nei considerando, dalla repressione delle proteste del novembre 2019 e dalle gravi preoccupazioni dell’Unione per le violazioni dei diritti umani, incluse le condizioni di detenzione e l’uso della forza da parte delle autorità iraniane.
Contesto e base giuridica
Il regolamento richiama l’adozione del regolamento (UE) n. 359/2011 e la dichiarazione dell’8 dicembre 2019 dell’Alto rappresentante, nella quale l’Unione deplora il ricorso diffuso e sproporzionato alla forza da parte delle forze di sicurezza iraniane, chiede responsabilità per gli autori di violenze e sollecita indagini trasparenti e credibili. È inoltre sottolineata la necessità di rispettare i diritti fondamentali, tra cui libertà di espressione e di riunione.
Oggetto dell’intervento normativo
L’unica disposizione sostanziale del regolamento è l’articolo 1, che modifica l’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 in conformità all’allegato del nuovo atto. La modifica consiste nell’inserimento di ulteriori soggetti nell’elenco dei destinatari delle misure restrittive.
Persone fisiche inserite nell’elenco
L’allegato aggiunge otto persone fisiche, tutte indicate con dati identificativi e motivazioni specifiche. In sintesi, le ragioni dell’inserimento sono riconducibili a:
- partecipazione o responsabilità nella repressione violenta delle proteste del novembre 2019;
- comando di unità dell’IRGC o della polizia iraniana che hanno fatto ricorso a forza letale contro manifestanti disarmati e altri civili;
- responsabilità nella gestione di carceri in cui si sono verificati torture, maltrattamenti, sovraffollamento, negazione dei contatti con familiari e avvocati e peggioramento delle condizioni di detenzione.
Tra i soggetti elencati figurano Gholamreza Soleimani, Hossein Salami, Hassan Karami, Mohammad Pakpour, Hossein Ashtari, Gholamreza Ziaei, Hassan Shahvarpour e Leyla Vaseghi. Per ciascuno è riportata la data di inserimento nell’elenco: 12 aprile 2021.
Entità inserite nell’elenco
L’allegato aggiunge tre entità, tutte strutture detentive:
- prigione di Evin;
- prigione Fashafouyeh;
- prigione Rajaee Shahr.
Le motivazioni evidenziano che tali carceri sono state teatro, negli anni, di gravi abusi dei diritti umani, compresa la tortura, e che hanno ospitato detenuti politici e manifestanti del novembre 2019. Per Fashafouyeh e Rajaee Shahr sono richiamate anche condizioni di detenzione particolarmente dure, trattamenti disumani, detenzione di minori insieme agli adulti e, in alcuni casi, condanne a morte pronunciate in relazione alle proteste.
Entrata in vigore ed effetti
L’articolo 2 stabilisce l’entrata in vigore immediata, ossia il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e produce l’effetto di aggiornare senza ulteriore recepimento l’elenco dei soggetti colpiti dalle misure restrittive dell’Unione nei confronti dell’Iran.
Disposizioni principali
Aggiornamento dell’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011
L’articolo 1 dispone che l’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 sia modificato conformemente all’allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2021/584. In concreto vengono aggiunte otto persone fisiche e tre entità all’elenco dei soggetti oggetto di misure restrittive.
Base giuridica e finalità dell’intervento
Il regolamento è adottato dal Consiglio ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 359/2011. I considerando richiamano la dichiarazione dell’8 dicembre 2019 dell’Alto rappresentante, che condanna l’uso sproporzionato della forza da parte delle autorità iraniane durante le proteste del novembre 2019 e chiede indagini trasparenti, credibili e il rispetto dei diritti fondamentali.
Criteri sostanziali dell’inserimento in elenco
Le persone inserite sono ritenute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran, in particolare per il ruolo nella repressione violenta delle proteste del novembre 2019 o per la gestione di strutture detentive nelle quali si sono verificati torture, trattamenti inumani, sovraffollamento e negazione di garanzie procedurali e assistenza sanitaria.
Elenco delle persone fisiche aggiunte
Sono inserite le seguenti persone: Gholamreza Soleimani; Hossein Salami (alias Hussain); Hassan Karami; Mohammad Pakpour (alias Mohammad Pakpur); Hossein Ashtari; Gholamreza Ziaei; Hassan Shahvarpour; Leyla Vaseghi (con vari alias). Per ciascuna sono indicati dati identificativi, carica o ruolo, e motivazioni specifiche legate alla repressione delle proteste o alla gestione di carceri e apparati di sicurezza.
Elenco delle entità aggiunte
Sono inserite tre prigioni: prigione di Evin, prigione Fashafouyeh e prigione Rajaee Shahr. Le motivazioni descrivono gravi violazioni dei diritti umani, inclusi tortura, detenzione di prigionieri politici, condizioni igieniche e materiali molto scarse, isolamento, negazione di contatti con familiari e avvocati, e impiego delle strutture per detenuti delle proteste del novembre 2019.
Entrata in vigore e applicabilità
L’articolo 2 prevede che il regolamento entri in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Il testo ribadisce che esso è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
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