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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8595/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza d'appello deducendo l'inosservanza della legge penale per mancata declaratoria della prescrizione del reato di evasione. Il difensore ha sostenuto che il reato era stato commesso l'8/3/2011, che la recidiva semplice contestata non comportava aumento del termine di prescrizione, e che il termine massimo di prescrizione si era quindi estinto prima della pronuncia della sentenza di appello (conclusione che il ricorrente quantificava nella decorrenza del termine al marzo 2019).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e lo ha accolto. Ha ricostruito che il fatto è del 8/3/2011, che la recidiva semplice non incideva sul termine di prescrizione e che il termine massimo di prescrizione applicabile era di sei anni e sette mesi, al quale vanno aggiunti 20 giorni di sospensione per l'astensione collettiva del P.M.; la prescrizione si è quindi perfezionata il 28/3/2019. Poiché il reato era già estinto al momento della pronuncia della sentenza di appello (19/9/2020), la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Consente il motivo di ricorso per cassazione fondato sull'inosservanza della legge penale, includendo la doglianza per mancata declaratoria della prescrizione; la Corte ha ritenuto ammissibile il ricorso per tale motivo anche se unico.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. dalla legge n. 176 del 2020

    Ha autorizzato lo svolgimento del giudizio di cassazione a trattazione scritta; la procedura si è svolta conformemente a tale disposizione.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce i casi in cui la sentenza può essere annullata perché il fatto non sussiste, l'imputato non l'ha commesso o il fatto non costituisce reato; la Corte ha osservato che dalle decisioni di merito non emergevano tali ipotesi, essendo accertato l'allontanamento, quindi la pronuncia ha riguardato esclusivamente la prescrizione e non una valutazione di non punibilità per insussistenza del fatto.

Massime di principio

  • La prescrizione va valutata con precisione a partire dalla data del fatto e tenendo conto di eventuali sospensioni o interruzioni processuali; il calcolo può mutare il termine di estinzione anche se la sentenza di merito non la dichiara.
  • La recidiva semplice, salvo diversa previsione normativa, non incide automaticamente sul termine di prescrizione: prima di assumere un incremento va verificato se la recidiva ha effetti legali sull'operatività dei termini.
  • In cassazione è ammissibile dedurre come unico motivo l'estinzione del reato per prescrizione se questa è sopravvenuta prima della sentenza impugnata e non è stata dichiarata dal giudice di merito (art. 606, comma 1, lett. b)).
  • Se il reato è estinto per prescrizione al momento della sentenza impugnata, la Corte di cassazione può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato; non è necessario entrare nel merito della condotta quando la prescrizione è accertata.
  • Gli avvocati devono calcolare e documentare con precisione il termine di prescrizione (inclusi periodi di sospensione, astensioni collettive, ecc.) e sollevare tempestivamente la questione in grado di merito e, se omessa, possono ancora impugnarla in cassazione entro i limiti di legge.

Testo integrale

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