Ordinanza n. 1876/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: del provvedimento protocollo n. 588 dell'8.8.2025, con il quale l'Ambasciata d'Italia a Beirut ha rigettato l'istanza di rilascio di un visto per motivi di studio presentata dal ricorrente, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 24\2\2026 : per l'annullamento, previa sospensione, con contestuale istanza di sospensione cautelare provvisoria: -del provvedimento protocollo n. 1349 datato 16.12.2025 e comunicato a mezzo p.e.c. ai difensori il 17.12.2025 con il quale l’Ambasciata d’Italia a Beirut ha provveduto al riesame disposto da questo Tribunale con ordinanza cautelare n. 6786/2025 ed ha rigettato l’istanza di rilascio di un visto per motivi di studio presentata dal ricorrente (riferimento pratica n. 9222), - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi compreso in particolare il già impugnato provvedimento prot. n. 588 dell’8.8.2025 .
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rilascio di un visto per motivi di studio, seguito da un diniego emesso in sede di riesame
Esito
Favorevole al resistente (autorità diplomatica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego dell'Ambasciata d'Italia a Beirut relativo a un visto per motivi di studio e, con motivi aggiunti, il successivo provvedimento di riesame che aveva nuovamente respinto l'istanza. Ha chiesto la sospensione cautelare degli atti. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che la controversia riguarda la valutazione delle scelte accademiche del richiedente e delle dichiarazioni rese durante il colloquio consolare, ritenute controvertibili dal ricorrente e valutate dall'autorità diplomatica ai fini dell'attendibilità delle finalità di viaggio dichiarate.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza cautelare, ritenendo insussistente il fumus boni iuris, con valutazione sommaria propria della fase cautelare e fatta salva ogni ulteriore approfondimento nel merito. Il Collegio ha rilevato che l'autorità diplomatica dispone di ampia discrezionalità nella valutazione dell'attendibilità delle finalità di viaggio dichiarate, comprese le dichiarazioni rese al colloquio consolare e le scelte accademiche prospettate. Il sindacato giurisdizionale è limitato a vizi esterni quali manifesta irragionevolezza, contraddittorietà, illogicità o travisamento dei fatti, che allo stato degli atti non sono stati ravvisati. Le spese della fase cautelare sono state compensate per ragioni di equità.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare collegiale; l'istanza è stata respinta per l'insussistenza del fumus boni iuris.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- Nella valutazione delle domande di visto per motivi di studio, l'autorità diplomatica dispone di ampia discrezionalità nel valutare l'attendibilità delle finalità di viaggio dichiarate, anche alla luce delle scelte accademiche e delle dichiarazioni rese durante il colloquio consolare.
- Il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni dell'autorità diplomatica in ordine all'attendibilità delle finalità di viaggio è esterno e limitato alla verifica di manifesta irragionevolezza, contraddittorietà, illogicità o travisamento dei fatti.
- In sede cautelare, l'assenza di elementi idonei a evidenziare tali vizi esterni esclude il fumus boni iuris e giustifica il rigetto della domanda di sospensione, ferma la possibilità di un successivo approfondimento nel merito.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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