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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40192/2022 del 25/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Avitabile impugnava l'ordinanza che aveva applicato parzialmente la disciplina della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra più sentenze di condanna relative a reati associativi (416-bis) e reati fine (estorsione aggravata, ricettazione, traffico di stupefacenti). Ha articolato due censure: 1) omissione di considerazione di un precedente provvedimento esecutivo del 24/02/2021 che aveva già riconosciuto la continuazione e fissato una pena finale inferiore; 2) errata applicazione delle norme sugli effetti del concorso e della continuazione (art. 81, comma 2 c.p. e art. 671 c.p.p.), sostenendo che tutti i reati contestati erano funzionalmente riconducibili all'associazione mafiosa di cui era membro e dunque dovevano rientrare nello stesso disegno criminoso

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo la Corte ha dichiarato il vizio di autosufficienza per mancata indicazione e produzione del provvedimento che si lamentava non considerato e ha ricordato che il giudice dell'esecuzione ha una discrezionalità valutativa nella rideterminazione della pena per continuazione che non è vincolata a provvedimenti esecutivi precedenti (salvo il giudicato formatosi in sede di cognizione). Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice dell'esecuzione secondo cui i reati di estorsione e di ricettazione non manifestavano elementi sintomatici del medesimo disegno criminoso emerso per i reati associativi (diversa tipologia, modalità esecutive, contingenza e occasionale programmabilità). Inoltre la Cassazione ha evidenziato che, quanto all'estorsione sub 1, il giudice della cognizione aveva già escluso la continuazione essendo il fatto riconducibile a una diversa associazione; tale esclusione ha efficacia preclusiva. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Disciplina della continuazione valutata dal giudice dell'esecuzione per la rideterminazione della pena; il giudice dell'esecuzione ha discrezionalità nel quantificare l'aumento di pena per i reati satellite e non è vincolato dai precedenti provvedimenti esecutivi, salvo il giudicato formatosi in sede di cognizione

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma che definisce l'associazione di tipo mafioso; la sussistenza degli elementi sintomatici del medesimo disegno criminoso tra reati associativi è stata riconosciuta dal giudice dell'esecuzione

  • art. 629 cod. pen.

    Reato di estorsione; valutato dal giudice come non automaticamente riconducibile al disegno associativo quando realizzato in contesti o con finalità non programmabili ab origine dall'associazione

  • art. 648 cod. pen.

    Reato di ricettazione; ritenuto dal giudice dell'esecuzione non collegabile al progetto associativo per tipologia e modalità (es. 'cavallo di ritorno' e ricettazione di beni rubati)

  • art. 81 secondo comma cod. pen.

    art. 81, secondo comma, c.p.

    Riferimento alle regole sul concorso di reati e sui criteri di determinazione della pena; impugnato dal ricorrente ma interpretato dalla Corte come non sufficiente a ricondurre automaticamente tutti i reati al medesimo disegno criminoso

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese del procedimento; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese

  • art. 7 d.l. 13 maggio 1991, n. 152 (conv. legge 12 luglio 1991, n. 203)

    art. 7 d.l. 13/05/1991, n. 152 (conv. L. 12/07/1991, n. 203)

    Richiamata in relazione all'aggravante per connessione o agevolazione mafiosa nell'ambito di talune condanne per estorsione

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 74 D.P.R. 9/10/1990, n. 309

    Norma relativa alle fattispecie connesse al traffico di sostanze stupefacenti; citata in relazione a condanne per associazione finalizzata al traffico

Massime di principio

  • Il ricorso per Cassazione che lamenta omissione o contraddittorietà della motivazione deve essere autosufficiente: occorre indicare l'atto processuale richiamato, l'elemento fattuale ricavabile da esso, fornire prova dell'esistenza di tale atto e spiegare in che modo esso comprometta decisivamente la motivazione impugnata
  • Il giudice dell'esecuzione dispone di una reale discrezionalità nella rideterminazione della pena per effetto della continuazione ex art. 671 c.p.p.; non è vincolato da precedenti provvedimenti esecutivi, salvo il giudicato sostanziale formatosi in sede di cognizione
  • Per riconoscere la continuazione tra reato associativo e reati 'fine' occorre che questi ultimi siano stati programmati nelle linee essenziali sin dal momento costitutivo dell'associazione; reati collegati funzionalmente ma non programmati ab origine possono non configurare la continuazione
  • La tipologia del reato, le modalità esecutive, la contiguità temporale e territoriale e la omogeneità degli interessi lesi sono elementi sintomatici che il giudice deve valutare per accertare il medesimo disegno criminoso
  • Se il giudice della cognizione ha già escluso la continuazione tra un certo reato e l'associazione (ad esempio perché il fatto è riconducibile a diversa associazione), tale decisione ha efficacia preclusiva e non può essere rimesa in discussione dal giudice dell'esecuzione

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