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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41341/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Burgio impugna la sentenza d'appello del 14/04/2022 che lo ha condannato per omicidio (con attenuante della provocazione) e porto illegale d'arma. Il ricorso deduce principalmente: (1) vizio di motivazione e inosservanza di legge per il diniego delle circostanze attenuanti generiche nonostante fossero presenti elementi quali le plurime aggressioni subite dalla vittima, lo stato ansioso-depressivo documentato, le denunce e l'installazione di videosorveglianza; critica inoltre la valutazione della donazione di beni come strumentale; (2) vizio di motivazione e di diritto per l'applicazione di una pena ritenuta eccessiva; (3) contestazione della mancata esclusione della responsabilità per legittima difesa putativa/errore scusabile, poiché l'imputato avrebbe agito nella convinzione di fronteggiare un pericolo attuale per la famiglia; vengono altresì contestate valutazioni negative sul silenzio dell'imputato nelle fasi iniziali delle indagini.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso fondato limitatamente al punto del diniego delle circostanze attenuanti generiche: ha annullato la sentenza impugnata in quella parte e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Assise d'Appello di Palermo per un nuovo giudizio sul riconoscimento delle attenuanti generiche. Ha però rigettato il ricorso per il resto: è stata confermata la condanna per omicidio e porto illegale d'arma, la negazione della scriminante della legittima difesa è stata ritenuta corretta, e sono state confermate le statuizioni sul trattamento sanzionatorio eccetto la parte annullata. Inoltre l'imputato è stato condannato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili nel giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 62-bis cod. pen. (circostanze attenuanti generiche)

    Il giudice è obbligato a motivare specificamente il diniego o il riconoscimento: può considerare gli stessi elementi valutati per altre attenuanti, purché espliciti il ragionamento. Il diniego non può fondarsi automaticamente sulla mera duplicazione di fatti già valutati per un'altra attenuante.

  • art. 575 cod. pen. (omicidio)

    Norma richiamata come titolo di reato contestato; la Cassazione conferma la qualificazione del fatto come omicidio nei termini ritenuti dal giudice di merito.

  • art. 577, comma 1, n. 3 cod. pen.

    Richiamato tra le disposizioni pertinenti al caso (riguarda le circostanze relative al reato); la sentenza lo menziona nel quadro delle fattispecie e delle aggravanti/attenuanti esaminate.

  • art. 133 cod. pen. (criteri per la determinazione della pena)

    Richiama i criteri che il giudice deve usare per motivare la concessione o il diniego delle attenuanti generiche, compreso l'esame delle condizioni personali e delle modalità del fatto.

  • art. 4 e 7, legge 2 ottobre 1967 n. 895 (porto d'armi)

    Norme del codice penale/speciali relative al porto illegale di arma comune da sparo, applicate al capo relativo al possesso della pistola.

  • legge 26 aprile 2019, n. 36 (modifica sulla legittima difesa)

    La Corte rileva che, anche dopo le modifiche normative, la scriminante della legittima difesa richiede un pericolo attuale e concreto; nel caso concreto la condotta della vittima non è stata ritenuta tale da integrare pericolo attuale.

  • art. 125, 192, 194, 533, comma 1, e 546, comma 1, lett. e) e comma 3, cod. proc. pen.

    Richiami procedurali e norme sul rito e sulla motivazione: usate nelle doglianze relative a presunte nullità, rilevanza probatoria e correttezza del procedimento; la Corte ha esaminato le censure procedurali e le ha, in gran parte, ritenute infondate salvo l'insufficiente motivazione sul diniego delle attenuanti generiche.

Massime di principio

  • Il riconoscimento o il diniego delle circostanze attenuanti generiche richiede sempre una motivazione specifica: il giudice deve indicare gli elementi presi in considerazione e il loro effetto sulla personalità del reo e sul fatto;
  • Il fatto che gli stessi elementi fattuali siano stati già valutati per una attenuante speciale (es. provocazione) non impedisce che vengano riesaminati sotto il profilo delle attenuanti generiche; non costituisce automatico "ne bis in idem" sostanziale.
  • Il diritto al silenzio e, in generale, l'esercizio delle facoltà difensive non possono di per sé determinare il diniego delle attenuanti generiche senza adeguata motivazione: il comportamento post reato va valutato nel contesto e non anticipato rispetto alle emergenze investigative.
  • Per la legittima difesa (anche putativa) resta requisito imprescindibile la sussistenza di un pericolo attuale o concretamente imminente; mere parole, discussioni o agitazione non sono sufficienti a fondare la scriminante.
  • Le liberalità o donazioni operate dall'imputato non devono essere interpretate automaticamente come tentativo di ostacolare la costituzione di parte civile: occorre valutare oggettivamente l'efficacia della donazione rispetto all'intento di impedire la costituzione di parte civile.
  • In caso di vizio di motivazione parziale la Corte di legittimità può annullare limitatamente alla questione motivazionale e rinviare ad altro giudice per nuovo esame, lasciando inalterata la restante parte della sentenza.

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