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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7467/2024 del 20/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per tentato furto aggravato di 96 quintali di legna (taglio di alberi di eucalipto su fondo di proprieta ANAS). Motivi: carenza di prova della recisione degli alberi; esistenza di un presunto errore di fatto consistente nella ritenuta autorizzazione ANAS che avrebbe escluso la colpevolezza; contestazione delle aggravanti (violenza sulle cose per il taglio, commissione su cose destinate a pubblica utilità ricollegata alla natura pubblicistica di ANAS, partecipazione di piu persone riunite) e censura per il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i giudici di merito avevano fornito una motivazione logica e non contraddittoria: la ricostruzione sul carattere "recentissimo" del taglio e le fotografie comprovavano che gli imputati erano gli autori; il sorvegliante ANAS aveva negato qualsiasi autorizzazione, quindi non sussisteva un errore di fatto idoneo a escludere la colpevolezza e la scriminante putativa non era applicabile; le aggravanti (violenza sulle cose, fatto commesso su cose destinate a pubblica utilità, azione da parte di piu persone) erano correttamente integrate; il diniego delle attenuanti generiche era motivato e non sindacabile in Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti formali alla formulazione dei motivi di ricorso per cassazione e specificita richiesta nella impugnazione

  • art. 625, primo comma, n. 7, cod. pen.

    Aggravante per furto commesso su cose destinate a pubblica utilita; la natura privatistica o pubblicistica del titolare del bene e irrilevante rispetto alla finalizzazione dell'uso pubblico del bene

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Conseguenze processuali dell'inammissibilita del ricorso, con condanna alle spese e possibile pagamento alla Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza (Sez. F, n. 37118 del 01/08/2019 e altre pronunce richiamate)

    Principio che esclude l'applicazione della scriminante putativa del consenso dell'avente diritto quando manca una ragionevole persuasione di operare con l'approvazione del titolare; orientamenti sulla nozione di stabilimento pubblico e sulla valutazione delle attenuanti generiche

Massime di principio

  • La sola affermazione di un possibile errore di fatto (es. presunta autorizzazione) non e sufficiente: occorre che l'errore fosse oggettivamente ragionevole e fondato su elementi credibili e verificabili
  • Per l'aggravante 'su cose destinate a pubblica utilita' conta la destinazione d'uso del bene, non il regime pubblicistico o privatistico del suo titolare
  • La sussistenza della violenza sulle cose, o dell'intervento di piu persone, richiede elementi di fatto concreti (es. presenza in atto al momento del taglio, atti materiali di sezionamento) e puo essere adeguatamente valutata in sede di merito; le censure generiche in Cassazione sono spesso inammissibili se prive di specificita
  • La valutazione sulle attenuanti generiche e rimessa al giudice di merito e non necessita dell'enumerazione di tutti gli elementi favorevoli; il diniego ben motivato e difficilmente sindacabile in Cassazione
  • In sede di ricorso per cassazione e necessario formulare motivi specifici e non meramente assertivi: la mancanza di specificita puo comportare l'inammissibilita del ricorso

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