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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25219/2026 del 10/09/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (impresa concorrente)

La controversia

Una società aveva ottenuto dal Comune l'aggiudicazione, per otto anni più uno, del servizio di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani. Una società terza classificata aveva impugnato l'ammissione e l'aggiudicazione, sostenendo che l'offerta dell'aggiudicataria prevedesse automezzi diversi da quelli prescritti come requisiti minimi, obbligatori e sanzionati con l'esclusione dalla lex specialis, nonché non equivalenti ai mezzi richiesti. Il TAR aveva respinto i ricorsi. Il Consiglio di Stato aveva invece accolto l'appello, ritenendo che gli automezzi offerti non assicurassero le prestazioni necessarie per il servizio di spurgo e pulizia delle caditoie e per il conferimento dei rifiuti ingombranti e pericolosi, e che il generico richiamo al subappalto non superasse le criticità rilevate. La società originaria aggiudicataria ha proposto ricorso per cassazione denunciando, ai sensi dell'art. 111, comma 8, Cost. e degli artt. 360, comma 1, n. 1, e 362 c.p.c., eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera riservata alla discrezionalità tecnica e amministrativa della stazione appaltante. Ha sostenuto che il Consiglio di Stato avesse illegittimamente sostituito il proprio giudizio a quello della commissione di gara sull'equivalenza tecnica dei mezzi offerti. Il Comune, con controricorso, ha aderito alla censura, mentre la società risultata successivamente aggiudicataria ha chiesto la declaratoria di inammissibilità anche per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la nuova aggiudicazione era divenuta efficace, il contratto era stato stipulato ed era in corso di esecuzione senza essere stato impugnato.

La decisione

Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile il ricorso principale e, qualificando il controricorso adesivo del Comune come ricorso incidentale adesivo, hanno dichiarato inammissibile anche quest'ultimo. La Corte ha escluso l'eccesso di potere giurisdizionale: il Consiglio di Stato non aveva sostituito la propria valutazione a quella dell'amministrazione in ordine all'opportunità o convenienza dell'aggiudicazione, ma aveva verificato la legittimità dell'operato della commissione rispetto alle prescrizioni vincolanti della lex specialis e ai requisiti minimi obbligatori dell'offerta. Il giudizio di equivalenza è sindacabile quando risulti in contrasto con prescrizioni puntuali e inderogabili della disciplina di gara. Eventuali errori nell'interpretazione della lex specialis o nella qualificazione del giudizio tecnico integrano, al più, errores in iudicando, non denunciabili mediante ricorso per cassazione contro una decisione del Consiglio di Stato per motivi attinenti alla giurisdizione. La Corte ha inoltre rilevato la sopravvenuta carenza di interesse della società originaria aggiudicataria, poiché la nuova aggiudicazione in favore dell'altra concorrente era divenuta efficace e il contratto era in corso di esecuzione, senza impugnazione della relativa determinazione. La società ricorrente e il Comune sono stati condannati in solido alle spese in favore della società resistente, liquidate in euro 5.000 per compensi, oltre spese forfettarie, esborsi e accessori. È stato disposto anche il versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 111, comma 8, Cost.

    Il ricorso per cassazione contro le decisioni del Consiglio di Stato è limitato alle questioni attinenti alla giurisdizione e non consente di denunciare il modo in cui il giudice amministrativo ha esercitato la propria funzione giurisdizionale.

  • art. 360, comma 1, n. 1, c.p.c.

    È richiamato quale fondamento processuale della denuncia di difetto o eccesso di giurisdizione, ma non consente di sottoporre alle Sezioni Unite errori di giudizio compiuti dal Consiglio di Stato nell'interpretazione della lex specialis o nella valutazione dell'equivalenza tecnica.

  • art. 362 c.p.c.

    È richiamato per l'impugnazione delle decisioni del Consiglio di Stato per motivi attinenti alla giurisdizione; la Corte ribadisce che il controllo resta circoscritto ai limiti esterni della giurisdizione.

  • art. 68 del d.lgs. n. 50/2016

    Il principio di equivalenza consente di ammettere prodotti o servizi con caratteristiche tecniche differenti quando assicurino una conformità sostanziale alle specifiche richieste, ma non permette di ammettere un'offerta oggettivamente difforme dai requisiti tecnici minimi e obbligatori stabiliti dalla lex specialis.

  • Allegato II.5 del d.lgs. n. 36/2023

    La disciplina vigente riproduce il principio di equivalenza già previsto dall'art. 68 del d.lgs. n. 50/2016, cui rinvia l'art. 79 del medesimo decreto.

  • art. 370, comma 1, c.p.c.

    Il controricorso deve essere diretto a contraddire il ricorso; quando invece aderisce alle censure del ricorrente e chiede l'accoglimento dell'impugnazione, deve essere qualificato come ricorso incidentale adesivo.

  • art. 327 c.p.c.

    Il ricorso incidentale adesivo del Comune, depositato entro il termine lungo, è stato ritenuto tempestivo in assenza di prova della notificazione della sentenza impugnata.

  • art. 97, comma 1, c.p.c.

    La responsabilità solidale per le spese è stata applicata ai soccombenti ricorrente principale e ricorrente incidentale adesivo.

  • art. 13, commi 1-bis e 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    La declaratoria di inammissibilità comporta, ove dovuto e salvo verifica delle esenzioni, l'obbligo di versare un ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto per il ricorso.

Massime di principio

  • L'eccesso di potere giurisdizionale denunciabile davanti alle Sezioni Unite contro una decisione del giudice amministrativo ricorre soltanto in presenza di invasione della sfera riservata al legislatore o alla discrezionalità amministrativa, di arretramento dalla cognizione giurisdizionale o di violazione dei limiti esterni della giurisdizione; non comprende gli errori di interpretazione o applicazione della legge sostanziale o processuale.
  • Il giudice amministrativo non invade la discrezionalità amministrativa quando verifica, nell'ambito del controllo di legittimità, la conformità dell'offerta ai requisiti minimi inderogabili stabiliti dalla lex specialis, anche se tale verifica incide sul giudizio di equivalenza tecnica compiuto dalla commissione di gara.
  • Il principio di equivalenza nelle gare pubbliche consente l'ammissione di prodotti o servizi tecnicamente diversi da quelli descritti dalla lex specialis soltanto se ne assicurano la conformità sostanziale e le medesime prestazioni funzionali; non può essere utilizzato per ammettere un aliud pro alio o un'offerta priva di caratteristiche tecniche espressamente previste come obbligatorie.
  • Quando la lex specialis stabilisce caratteristiche tecniche minime, puntuali e obbligatorie a pena di esclusione, l'ammissione di un'offerta oggettivamente difforme può essere sindacata dal giudice amministrativo come violazione della disciplina di gara, senza che ciò costituisca sostituzione dell'amministrazione nella valutazione di opportunità o convenienza.
  • La contestazione dell'erroneità del giudizio di equivalenza o dell'interpretazione della lex specialis attiene ai limiti interni dell'esercizio della giurisdizione amministrativa e, ove non evidenzi un effettivo sconfinamento nei limiti esterni, non è deducibile con ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione.
  • Il controricorso che non si limita a contraddire il ricorso, ma aderisce alle sue censure e chiede l'accoglimento dell'impugnazione, deve essere qualificato come ricorso incidentale adesivo; la richiesta di cassazione può risultare anche implicitamente dal contenuto dell'atto.
  • La sopravvenuta efficacia della nuova aggiudicazione e la stipulazione e concreta esecuzione del contratto, non impugnate dall'originario aggiudicatario, possono determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiBuona fede e correttezza

Testo integrale

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