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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35876/2024 del 25/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Unico motivo di ricorso: nullità della sentenza per inosservanza di norme processuali a pena di nullità, dovuta alla mancata e corretta notifica del decreto di citazione per il giudizio di appello al difensore di fiducia (avv. Martina Palermo). Il decreto è stato notificato telematicamente il 12/08/2023 a una PEC diversa ("martinapalermo@pec.it") rispetto a quella risultante dagli atti di nomina e dalla procura allegata all'appello ("avv.martinapalermo@pec.it"), con conseguente impossibilità del difensore di svolgere la funzione difensiva nel grado di appello (giudizio cartolare e mancato deposito di conclusioni scritte).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che la notifica è stata effettuata a un indirizzo PEC non riconducibile al difensore di fiducia risultante negli atti (probabilmente a un'omologa omonima), con determinazione di una nullità assoluta per violazione delle norme sulla comunicazione al difensore; ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata e disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Caltanissetta.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    Articolo riferito al delitto contestato (lesioni personali), materia sostanziale del processo: la condanna originaria riguardava questo reato

  • art. 178 cod. proc. pen. comma 1 lett. c)

    Richiamato nell'ambito delle nullità assolute con riferimento all'omesso avviso/omessa notifica al difensore quando la presenza del difensore sia obbligatoria

  • art. 179 cod. proc. pen. comma 1

    Richiamato insieme all'art. 178 per definire le nullità assolute di cui al procedimento penale

  • Sez. U, n. 24630 del 26/03/2015, Maritan, Rv. 263598 (giurisprudenza)

    Principio consolidato: l'omesso avviso dell'udienza al difensore di fiducia tempestivamente nominato integra nullità assoluta quando la presenza del difensore sia obbligatoria; principio applicato dalla Corte nella fattispecie per dichiarare la nullità derivante dalla notifica errata

Massime di principio

  • La notifica telematica deve essere eseguita all'indirizzo PEC risultante dagli atti (REGINDE o atto di nomina/procura): la notifica a indirizzo diverso può causare nullità assoluta quando impedisce l'effettiva assistenza del difensore.
  • Se la mancata/notifica errata impedisce al difensore di esercitare in concreto la difesa (es. impedendo il deposito di conclusioni), il vizio è idoneo a integrare una nullità assoluta rilevante in cassazione.
  • La Corte di Cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio quando la nullità rilevata rende inesistente il giudizio di merito e non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto; tuttavia gli atti possono essere trasmessi alla Corte d'appello per gli adempimenti conseguenti.
  • Per evitare rotture processuali, il difensore e gli uffici devono verificare sempre la corrispondenza tra l'indirizzo PEC indicato nella procura/nomina e quello presente nel registro (REGINDE); le parti dovrebbero segnalare tempestivamente eventuali variazioni di PEC.
  • In situazioni analoghe, la parte lesa o l'ufficio devono poter dimostrare il pregiudizio subito dalla difesa (es. impossibilità di partecipare, mancato deposito di atti); la prova del pregiudizio rafforza l'integrità della nullità assoluta.

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