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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24295/2024 del 19/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello di Bologna che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di lesioni e rideterminato la pena per il reato di rapina aggravata. Le censure sono due: (i) violazione di legge e vizio di motivazione circa la sussistenza dell'elemento soggettivo della rapina aggravata, sostenendo che la sottrazione delle chiavi sarebbe avvenuta dopo l'azione violenta e non sarebbe pertanto stata finalizzata all'impossessamento sin dall'inizio; (ii) violazione di legge e vizio di motivazione circa il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura sulla rapina si risolva in una critica di merito alla valutazione delle prove operata dai giudici di merito (dominio esclusivo di merito) e che, comunque, la motivazione dei giudici di merito aveva ben collegato la violenza al preesistente intento dell'imputato di tornare in possesso di quanto riteneva suoi beni custoditi nel garage, con comportamenti (inseguimento, colluttazione, sottrazione della giacca) funzionali a tale obiettivo. La Corte ha ricordato che il dolo specifico della rapina può consistere anche in un dolo concomitante o sopravvenuto. Quanto al diniego delle attenuanti generiche, è stato ritenuto legittimo il riferimento alla gravità della rapina e dell'azione violenta, conforme al principio per cui il diniego può fondarsi su un unico elemento negativo prevalente. Per tali ragioni il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020

    Riferimento procedurale: disciplina la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto in determinati procedimenti (menzionata come norma che ha regolato il procedimento di trattazione)

  • art. 8 D.L. 198/2022

    Ulteriore riferimento procedurale collegato alle regole sul contraddittorio scritto; citato come base normativa per la modalità di trattazione del ricorso

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma prevista per la condanna alle spese e alla erogazione a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile per i motivi indicati; applicata per imporre il pagamento di euro 3.000

  • Sez. 2, n. 3116 del 12/01/2016, Paolicchi (giurisprudenza)

    Principio richiamato: in tema di rapina, l'elemento psicologico specifico può essere integrato anche dal dolo concomitante o sopravvenuto

  • Sez. 2, n. 9049 del 02/02/2023, Popescu (giurisprudenza)

    Conferma giurisprudenziale del principio che il dolo della rapina non deve necessariamente sussistere sin dall'inizio dell'azione violenta

  • Sez. 6, n. 8668 del 28/5/1999, Milenkovic (giurisprudenza)

    Principio secondo cui il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere legittimamente fondato anche su un unico elemento negativo, oggettivo o soggettivo, ritenuto prevalente

  • Corte costituzionale, 13 giugno 2000 n. 186

    Richiamata in relazione alla legittimità dell'applicazione di somme a favore della Cassa delle ammende per profili di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • Le censure rivolte alla valutazione delle prove compiuta dai giudici di merito sono spesso inammissibili in Cassazione se mirano a una nuova lettura del materiale probatorio; il ricorrente deve indicare profili di diritto chiari e non limitarsi a contestazioni di fatto
  • In tema di rapina, l'elemento soggettivo (dolo specifico) può risultare anche da un proposito concomitante o sopravvenuto rispetto alla violenza: non è sempre necessario che l'intento di impossessarsi dell'altrui cosa preceda ogni atto di violenza
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere motivato anche su un solo elemento negativo ritenuto prevalente (ad es. la gravità dell'azione violenta); pertanto l'esistenza di fatti particolarmente gravi può legittimare il rifiuto delle attenuanti
  • Quando si contesta la sequenza fattuale (es. che un atto finale come la sottrazione delle chiavi sia avvenuto "dopo" la violenza), è necessario confrontarsi con l'intera ricostruzione dei giudici di merito e dimostrare l'errore di diritto, non solo proporre una diversa interpretazione dei fatti
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta conseguenze economiche rilevanti (spese e somme a favore della Cassa delle ammende): valutare attentamente la fondatezza giuridica prima di proporre impugnazioni che investono soprattutto questioni di fatto

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