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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41612/2022 del 04/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale per il riesame di Bologna che, confermando il sequestro conservativo disposto dal G.I.P., ha mantenuto il sequestro di una Fiat 500 e della somma di 2.080,00 euro trovati a seguito di perquisizione. Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che il Tribunale aveva erroneamente ritenuto che non vi fossero beni sufficienti a garantire eventuali obbligazioni future: a) eccepiva che un immobile ritenuto in comproprietà di quindici soggetti era in realtà divenuto di sua esclusiva proprietà con atto notarile del 22/11/2018; b) allegava un estratto conto (screenshot) che dimostrerebbe un saldo positivo superiore a euro 58.000,00. Chiedeva quindi l'annullamento dell'ordinanza di conferma del sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha rilevato che i documenti sui quali il ricorrente fonda il motivo (l'atto notarile e soprattutto l'estratto conto del 14/02/2022) sono fatti o prove successive alla decisione impugnata (30/07/2021) e quindi non potevano costituire base valida per la censura in cassazione. Per tale ragione è stata accertata la violazione dei canoni essenziali dell'impugnazione di legittimità. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso al Tribunale per il riesame avverso misure cautelari; utilizzata per inquadrare l'oggetto dell'ordinanza impugnata (ricorso per il riesame). La Corte rileva che la decisione del riesame è stata adottata ai sensi di questa norma.

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza il sequestro conservativo per garantire il soddisfacimento di future obbligazioni. La misura confermata riguardava il sequestro conservativo dell'autovettura e della somma rinvenuta.

  • artt. 73, comma 1, e 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norme che disciplinano i reati in materia di stupefacenti e le correlate conseguenze penali; tali norme costituiscono il capo d'accusa (indagine) a carico del ricorrente e giustificano l'adozione delle misure cautelari patrimoniali contestate.

Massime di principio

  • La Cassazione non è sede per introdurre fatti o documenti sopravvenuti alla data della decisione impugnata: prove prodotte dopo la decisione di merito non possono fondare una censura in cassazione.
  • Per contestare efficacemente un sequestro conservativo occorre che i documenti che dimostrano l'insussistenza o l'insufficienza del patrimonio siano già disponibili e depositati nel processo al momento della decisione impugnata.
  • I motivi di cassazione devono attinere a questioni di diritto e a vizi di motivazione rilevabili sulla base degli atti che hanno formato oggetto della decisione; non possono basarsi su novità probatorie (rinvio al rito di merito o istanze di riesame se occorrono nuovi elementi).
  • Se si intende far valere trasferimenti di proprietà o consistenze patrimoniali a difesa di un sequestro, è essenziale provare la titolarità e la disponibilità dei beni previamente all'adozione della misura o comunque far valere tali elementi nel giudizio di merito.
  • In caso di ricorso inammissibile per difetto di regolarità dell'impugnazione, è possibile la condanna alle spese e a somme a titolo di ammenda; ciò impone cautela nella presentazione di ricorsi in cassazione fondati su elementi nuovi.

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