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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30602/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di conferma della condanna per riciclaggio di una autovettura rubata. Iavazzo deduce omissione, contraddittorietà e illogicità della motivazione in relazione alla ricostruzione della condotta materiale (confusione sul colore e sull'epoca dei passaggi di proprietà della Alfa Romeo 147) e all'elemento psicologico del reato (mancata prova della coscienza e volontà di ostacolare l'accertamento della provenienza illecita). Inoltre lamenta omissione di motivazione circa la richiesta di riqualificazione in ricettazione. Simoncelli contesta la qualificazione in riciclaggio (art. 648-bis c.p.), sostiene di avere acquistato il veicolo "pulito" e chiede la derubricazione in ricettazione (art. 648 c.p.) con applicazione delle attenuanti previste dall'art. 163 c.p. e conseguente riduzione/condizionale della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha rilevato la presenza di una "doppia conforme" (decisioni di merito concordi) e ha ritenuto che le censure proposte contestino in realtà il giudizio di merito e la valutazione del materiale probatorio, non indicandosi un preciso vizio di diritto tale da soddisfare i requisiti di ammissibilità ai sensi dell'art. 606 c.p.p. Si è osservato che le sentenze di merito avevano chiarito elementi chiave (es. il colore "grigio sterling" della vettura intestata alla Jolly Car s.a.s. e la posizione di Iavazzo quale possessore e mediatore) e avevano ricostruito il concorso di condotte tra i due imputati. Le richieste di derubricazione in ricettazione sono state considerate contestazioni di merito; la Corte ha quindi respinto i ricorsi. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 ciascuno alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Decreto-Legge n.137/2020, art.23 co.8

    Richiamato come norma che ha consentito il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto ai sensi della disciplina emergenziale; uso procedurale per lo svolgimento del processo di cassazione.

  • disp.att. cod.proc.pen., art.173-bis

    Norma richiamata per la sintetica esposizione dei motivi di ricorso (riassunto ex art. 173-bis) con cui sono state illustrate le doglianze dei ricorrenti.

  • Codice penale, art.648-bis (riciclaggio)

    Fondamento della contestazione penale: la Corte di merito ha ritenuto provata la ripulitura del veicolo rubato e la volontà di ostacolare l'accertamento della provenienza illecita; la Cassazione ha confermato che dalle motivazioni emerge la sussistenza degli elementi costitutivi del reato.

  • Codice penale, art.648 (ricettazione)

    Richiamato dalla difesa come possibile riqualificazione del fatto; la Corte ha ritenuto che la richiesta costituisse censura di merito sulla valutazione probatoria e che la qualificazione in riciclaggio risultasse più coerente con la ricostruzione probatoria operata dai giudici di merito.

  • Codice penale, art.163

    Invocato da uno dei ricorrenti per ottenere una riduzione di pena per il valore modesto o mancanza di profitto; la Corte non ha accolto la derubricazione/criteri di attenuazione in sede di legittimità, trattandosi di valutazione di merito non suscettibile di essere rimessa in cassazione senza specifico vizio di diritto.

  • Codice di procedura penale, art.606 c.1 lett. b)

    Richiamato per spiegare il criterio di ammissibilità: per ottenere l'esame in Cassazione occorre dedurre un errore di diritto o di sussunzione; le censure che limitano a rimettere in discussione la valutazione delle prove sono inammissibili.

  • Codice di procedura penale, art.616

    Norma che ha consentito la condanna dei ricorrenti al pagamento di una somma alla cassa delle ammende per i profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La Cassazione è inammissibile quando il ricorso si limita a contestare la valutazione delle prove fatta dal giudice di merito senza indicare un preciso errore di diritto o di sussunzione; in tali casi occorre formulare il motivo come questione giuridica e non come diversa lettura del materiale probatorio.
  • La cosiddetta "doppia conforme" (conferma in primo e secondo grado) rende più difficile ottenere l'ammissione del ricorso in Cassazione: le decisioni di merito vengono lette congiuntamente e la concordanza rafforza la valutazione probatoria compiuta dai giudici.
  • Le richieste di derubricazione (es. da riciclaggio a ricettazione) sono, di norma, questioni di merito riconducibili alla ricostruzione fattuale e alla valutazione delle circostanze; per essere esaminate in Cassazione devono evidenziare un errore di diritto o di applicazione normativa, non semplicemente una proposta alternativa di ricostruzione.
  • Se si contesta la mancanza dell'elemento soggettivo (dolo) è fondamentale dimostrare una specifica contraddizione o lacuna nella motivazione dei giudici di merito, non limitandosi ad affermare che esistono alternative interpretative dei fatti.
  • La difesa dovrebbe documentare puntualmente le discrepanze tra i fatti accertati e la fattispecie astratta invocata, esplicitando perché la sussunzione operata dai giudici sarebbe manifestamente erronea, altrimenti il motivo cadrà sotto la regola dell'inammissibilità per mera rivalutazione probatoria.
  • Il rigetto per inammissibilità può comportare condanne alle spese e, se emergono profili di colpa nella determinazione del ricorso, sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; occorre valutare attentamente la fondatezza formale e sostanziale del ricorso prima della sua proposizione.

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