Cassazione Penale, Sentenza n. 42509/2024 del 20/11/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per violazione degli artt. 545-bis cod. proc. pen. e 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 e vizio di motivazione. La difesa aveva depositato in udienza procura speciale e dichiarazione di disponibilita' dell'ente per richiedere la sostituzione della pena detentiva con lavori di pubblica utilita', istanza formulata anche oralmente in subordine all'accoglimento dei motivi d'appello; si deduce che la Corte d'appello non ha motivato in ordine alla richiesta di applicazione delle sanzioni sostitutive
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Pur ribadendo l'orientamento secondo cui il giudice d'appello non puo' in generale sostituire d'ufficio le pene detentive con sanzioni sostitutive, ha constatato che nel caso concreto la richiesta di sostituzione era stata tempestivamente formulata e documentata (procura speciale e dichiarazione di disponibilita') e dunque devoluta al giudice di appello. Poiche' la Corte d'appello non ha dato risposta o motivazione sulla richiesta, la sentenza e' stata annullata limitatamente al diniego delle sanzioni sostitutive e la causa rinviata al giudice di appello per un nuovo giudizio su quel punto
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma incriminatrice relativa al reato per il quale l'imputato e' stato condannato; il giudizio d'appello ha rideterminato la pena per questo capo
art. 545-bis cod. proc. pen.
Norma processuale richiamata dal ricorrente; rilevante rispetto alla disciplina dell'appello e alla possibilita' di sostituzione della pena in sede di decisione
art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Dispone che le norme del III capo della legge n. 689/1981, se piu' favorevoli, si applicano anche ai procedimenti penali pendenti; non impone l'obbligo alla difesa di formulare la richiesta ma pone il compito al giudice di verificare i presupposti per la sostituzione (pena detentiva non superiore a 4 anni e assenza di sospensione condizionale)
legge 24 novembre 1981, n. 689 (III capo)
Contiene la disciplina delle sanzioni sostitutive della pena detentiva applicabili se piu' favorevoli
Giurisprudenza citata (Sez. U. n. 12872/2017, Sez. 6 n. 33027/2023, ecc.)
La Corte ha richiamato l'orientamento secondo cui, in linea di principio, il giudice d'appello non puo' applicare d'ufficio le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi; tuttavia occorre che il giudice motivi esplicitamente quando riceve una istanza tempestiva della difesa
Massime di principio
- La sostituzione della pena detentiva con sanzioni alternative puo' richiedersi fino alla conclusione della discussione in udienza e deve essere esaminata dal giudice se tempestivamente devoluta
- In linea di principio il giudice d'appello non puo' disporre d'ufficio la sostituzione della pena; pero' quando la difesa formula tempestivamente e documenta la richiesta, il giudice e' tenuto a valutare e motivare specificamente la decisione
- L'art. 95 d.lgs. 150/2022 consente l'applicazione retroattiva, se piu' favorevole, delle disposizioni sulle sanzioni sostitutive previste dal III capo della legge n. 689/1981 anche ai processi pendenti
- L'omessa motivazione in ordine a una richiesta di sostituzione di pena giustifica l'annullamento limitato della sentenza e il rinvio per un nuovo giudizio sul punto
- Per evitare impugnazioni e rinvii, la difesa dovrebbe depositare in modo chiaro e documentato la richiesta di sanzioni sostitutive (procura speciale, dichiarazione di disponibilita' dell'ente) e formularla in udienza se necessario
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