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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43179/2024 del 27/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza affermando che il fatto va riqualificato da concussione (art. 317 c.p.) a induzione indebita (art. 319‑quater c.p.). Sostiene che la Corte di appello ha applicato erroneamente l'interpretazione delle Sezioni Unite (cd. Maldera), non valutando correttamente l'integrazione della minaccia, l'oggetto dell'offerta del pubblico ufficiale, la disponibilità della persona offesa (che avrebbe chiesto l'importo) e le dichiarazioni della persona offesa rese in querela e in sede di s.i.t.; deduce inoltre vizio di motivazione e travisamento della prova. Il ricorrente osserva che, se riconosciuta l'induzione indebita, il reato sarebbe prescritto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo complessivamente infondato. Ha confermato la qualificazione come concussione, condividendo la valutazione dei giudici di merito secondo cui l'abuso era di natura costrittiva: il pubblico ufficiale aveva prospettato controlli 'in mala fede' e posto la vittima "con le spalle al muro", inducendola ad accettare di consegnare denaro per evitare un danno ingiusto. La Corte ha ritenuto non decisiva l'iniziativa della persona offesa nel chiedere l'importo e ha escluso vizi di motivazione rilevanti o travisamenti decisivi, richiamando i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove.

Norme richiamate

  • art. 317 cod. pen. (concussione)

    La sentenza interpreta l'art. 317 come fattispecie in cui l'abuso del pubblico ufficiale ha natura costrittiva: la prospettazione di un danno ingiusto (es. controlli falsati) pone la persona offesa in condizione di mancanza di alternativa, determinandone la consegna di denaro non dovuto.

  • art. 319‑quater cod. pen. (induzione indebita)

    Viene distinta dall'art. 317 per la natura persuasiva/induttiva: l'induzione tipicamente implica una spinta motivazionale rivolta al vantaggio del privato e una minore costrizione psicologica rispetto alla concussione.

  • Sez. U, n. 12228 del 24/10/2013 (cd. Maldera)

    "è il contenuto di tale abuso, che si concretizza, al di là del dato formale, nel prospettare alla vittima un danno ingiusto (con tra ius), a integrare la costrizione ed a porre il soggetto passivo in una condizione di sostanziale mancanza di alternativa..."

    Le Sezioni Unite indicano il discrimine tra concussione e induzione nell'abuso: se l'abuso concretizza la prospettazione di un danno ingiusto che 'mette con le spalle al muro' la vittima si configura la concussione; altrimenti l'abuso può assumere connotati induttivi.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen. (sintesi del ricorso)

    Norma procedurale richiamata in relazione alla sintetizzazione dei motivi di ricorso presentati in Cassazione; il ricorso è stato esaminato nel rispetto delle prescrizioni di sintesi richieste.

Massime di principio

  • La distinzione tra concussione e induzione indebita si fonda principalmente sulla natura dell'abuso: costrittiva (minaccia/danno ingiusto che elimina alternative) per la concussione, persuasiva/induttiva per l'induzione indebita.
  • La percezione della vittima del rischio di controlli 'in mala fede' o di un danno ingiusto è elemento centrale per qualificare la condotta come concussione; la successiva denuncia della vittima rafforza l'assenza di un vantaggio volontariamente perseguito dalla stessa.
  • Il fatto che la persona offesa abbia chiesto quale somma pagare non esclude automaticamente la concussione: l'iniziativa del privato non è decisiva se resta dominante la condotta prevaricatrice del pubblico ufficiale.
  • In sede di Cassazione non è consentito un libero riesame delle prove: le censure di travisamento o omissione della prova sono ammissibili solo se riguardano dati non opinabili e sono decisivi al punto da compromettere l'intera motivazione.
  • Eventuali riqualificazioni della fattispecie (da concussione a induzione indebita) possono avere conseguenze sulla prescrizione, ma la riqualificazione richiede un convincente riscontro probatorio e motivazionale da parte dei giudici di merito.
  • Nelle fattispecie con pubblici ufficiali, la valutazione del contenuto e della forma della comunicazione (minaccia esplicita o prospettazione di controlli falsati) è determinante: occorre documentare in motivazione in che modo la condotta ha creato mancanza di alternative nella vittima.

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