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Sentenza

Sentenza n. 1040/2026 - Genova, Sezione 2

per l'annullamento - dell'ordinanza in data 22.2.2023, n. 32, con cui il Comune di Andora ha ingiunto alla società Immobiliare Faro, “ai sensi dell'art. 31 comma 2 del d.p.r. 380/01 e dell'art. 167 comma 1 del d.lgs. 42/04, … la demolizione delle opere realizzate in assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica sulle aree ubicate in Via Trinacria n.13 censite NCEU foglio 49 mappale 2487 sub.6 e NCT foglio 49 mappale 395 in corrispondenza della dividente con l'area censita NCT foglio 49 mappale 112 ...”; - dell'ordinanza in data 22.2.2023, n. 33, con cui lo stesso Comune di Andora ha ingiunto alla medesima società la demolizione altresì “delle opere realizzate in assenza di permesso di costruire sulle aree ubicate in Via Trinacria censite NCT foglio 49 mappale 112, di proprietà demaniale, in adiacenza della dividente con l'area censita NCT foglio 49 mappale 395 e NCEU foglio 49 mappale 2487 sub. 6 ...”.

Giustizia amministrativa202300281

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente e dell'intervenuta presentazione/ottenimento della SCIA in sanatoria relativa alle opere contestate. La decisione è stata definita in rito, senza esame dei motivi di illegittimità. Le spese sono state compensate, in ragione della definizione in rito e dell'assenza di opposizione del Comune.

TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanze comunali di demolizione di opere realizzate in assenza di permesso di costruire e, per alcune opere, di autorizzazione paesaggistica

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato due ordinanze del Comune di Andora, entrambe del 22 febbraio 2023, con cui le era stata ingiunta la demolizione di opere realizzate senza permesso di costruire e, quanto a una parte degli interventi, senza autorizzazione paesaggistica, ubicate in Via Trinacria. Il testo non espone i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio, con memoria del 22 aprile 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo ottenuto la SCIA in sanatoria delle opere oggetto delle ordinanze impugnate.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    “ai sensi dell'art. 31 comma 2 del d.p.r. 380/01”

    Richiamato quale fondamento dell'ordinanza comunale di demolizione relativa alle opere realizzate in assenza di permesso di costruire.

  • art. 167, comma 1, d.lgs. 42/2004

    “ai sensi dell'art. 167 comma 1 del d.lgs. 42/04”

    Richiamato quale fondamento dell'ordinanza comunale di demolizione per le opere realizzate anche in assenza di autorizzazione paesaggistica.

  • art. 35, comma 1, lettera c, c.p.a.

    Applicato per la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel contesto della definizione del giudizio.

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte ricorrente e non contrastata dalla controparte, determina l'improcedibilità del ricorso quando viene meno l'utilità concreta e attuale della pronuncia richiesta.
  • L'ottenimento di una SCIA in sanatoria relativa alle opere oggetto di un'ordinanza di demolizione può determinare il venir meno dell'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'ordinanza, con conseguente improcedibilità del ricorso, senza esame dei vizi dedotti.
  • In caso di definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse e in assenza di opposizione della controparte, le spese possono essere compensate.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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