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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41/2024 del 02/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza di consegna sostenendo l'erronea applicazione e violazione dell'art. 18-bis della legge n. 69/2005 (nella parte che prevede il rifiuto della consegna per chi risieda o dimori ininterrottamente in Italia da almeno cinque anni). Ha prodotto documentazione (carta d'identità, contratti di locazione, certificato di convivenza con il figlio minorenne, atti relativi al rapporto di lavoro) per dimostrare il legittimo e continuativo radicamento in Italia dal 2011 e ha inoltre dedotto la nullità della sentenza impugnata per omessa valutazione dei criteri indicati dalla normativa (durata, natura e modalità della residenza/dimora; tempo intercorso tra la commissione del reato e l'inizio della residenza; eventuale commissione di reati e adempimenti contributivi/fiscali; rispetto delle norme sull'ingresso/soggiorno; sussistenza di legami familiari, linguistici, culturali, sociali, economici, ecc.).

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto che la Corte di appello non abbia compiutamente valutato tutti gli indici ora espressamente previsti dall'art. 18-bis (comma 2-bis) come necessari per motivare il diniego della consegna per radicamento quinquennale. Ha dichiarato che la nuova disciplina normativa ha reso sindacabile in cassazione la mancata e la non specifica indicazione degli elementi richiesti e la sentenza è nulla se non contiene la specifica indicazione degli elementi e dei criteri di valutazione. Ha annullato la sentenza impugnata e rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Roma per nuovo giudizio secondo i criteri indicati.

Norme richiamate

  • art. 18-bis, legge n. 69/2005 (come modificato)

    "Ai fini della verifica della legittima ed effettiva residenza o dimora sul territorio italiano ... la corte di appello accerta se l'esecuzione della pena ... sia in concreto idonea ad accrescerne le opportunità di reinserimento sociale, tenendo conto della durata, della natura e delle modalità della residenza o della dimora, del tempo intercorso tra la commissione dei reato ... e l'inizio del periodo di residenza o di dimora, della commissione di reati e del regolare adempimento degli obblighi contributivi e fiscali ... del rispetto delle norme nazionali in materia di ingresso e soggiorno degli stranieri, dei legami familiari, linguistici, culturali, sociali, economici ... La sentenza è nulla se non contiene la specifica indicazione degli elementi di cui al primo periodo e dei relativi criteri di valutazione."

    La Corte ha interpretato la norma come prescrittiva: la corte di appello deve esaminare e motivare espressamente tutti gli indici elencati; la mancata specifica indicazione costituisce nullità della decisione sindacabile in cassazione.

  • decreto-legge 13 giugno 2023 n. 69, convertito con modificazioni nella legge 10 agosto 2023 n. 103

    Ha introdotto la modifica cruciale all'art. 18-bis (aggiungendo il comma 2-bis) rendendo espressi e vincolanti i criteri di valutazione del radicamento e la previsione di nullità se la sentenza non indica quegli elementi.

  • d.lgs. 2 febbraio 2021 n. 10 (modifica precedente dell'art. 18-bis)

    Rilevato come antecedente intervento legislativo che aveva già inciso sulla materia; la Corte lo cita per ricostruire l'evoluzione normativa rilevante al caso.

  • art. 22, comma 1, legge n. 69/2005

    Prevede limiti alla cognizione della Corte di cassazione sui provvedimenti in materia di mandato di arresto europeo; la Corte osserva però che la recente modifica dell'art. 18-bis rende sindacabili in cassazione le omissioni formali e di legge consistenti nella mancata indicazione degli elementi richiesti.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 178/2023

    Richiamata per la sua incidenza sull'ambito di applicazione delle norme e per la necessità di riconsiderare principi di sindacabilità alla luce delle modifiche legislative; contribuisce alla cornice interpretativa che giustifica il controllo di legittimità della cassazione.

Massime di principio

  • Dopo le modifiche legislative del 2023, la corte di appello deve esaminare e motivare espressamente i singoli indici previsti dall'art. 18-bis comma 2-bis quando valuta il rifiuto della consegna per radicamento quinquennale: omissioni formali o mancata specificazione determinano la nullità della decisione.
  • La Corte di cassazione può annullare e rinviare la decisione di merito se riscontra violazione di legge derivante dalla mancata indicazione e valutazione degli elementi prescritti dalla norma, nonostante i precedenti limiti di sindacabilità.
  • Per provare il radicamento quinquennale è necessario fornire documentazione completa e riferita ai singoli indici: continuità e durata della presenza, titoli giuridici (residenza, permessi, contratti), rapporti di lavoro e contribuzione, legami familiari e sociali, rispetto delle norme sull'ingresso/soggiorno, e la distanza temporale tra la commissione del reato e l'inizio della residenza.
  • La corte di merito deve inoltre valutare se l'esecuzione della pena in Italia sia concretamente idonea ad accrescere le opportunità di reinserimento sociale del richiedente.
  • Difesa: produrre e documentare ogni elemento previsto dall'art. 18-bis comma 2-bis e chiedere esplicita motivazione su ciascun punto; chi decide la consegna deve motivare punto per punto o rischia l'annullamento per nullità.

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