Cassazione Penale, Sentenza n. 19916/2022 del 20/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello che confermava la condanna per rapina, tentate lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Sostenevano che la condotta repentina e non prevedibile del complice alla guida — che trasformò il furto in rapina impropria e determinò il tentativo di investimento dei carabinieri — non poteva essere loro addebitata. In subordine invocavano l'applicazione dell'art. 116, comma secondo, c.p. (concorso anomalo), ritenendo che l'evento diverso non fosse voluto né preveduto come possibile conseguenza della condotta concordata.
La decisione
La Cassazione ha dichiarato i ricorsi manifestamente inammissibili e ha confermato la valutazione di merito della Corte d'appello. Sul piano sostanziale la Corte ha ritenuto che, dai fatti non contestati emersi nel giudizio di merito (in particolare il comportamento violento e la resistenza di tutti e quattro i correi una volta fermati), l'evento violento e il tentativo di investimento dei militari fossero uno sviluppo prevedibile e rientrante nel disegno criminoso comune volto al furto. Ne è conseguita l'affermazione del concorso di persone ex art. 110 c.p. in relazione alla rapina impropria e alle lesioni tentate. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, liquidate in complessivi euro 3.510 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
La Corte ha interpretato l'art. 110 c.p. nel senso che può esserci concorso di persone quando l'evento criminoso (rapina impropria e lesioni tentate) sia stato prevedibile e rientrante nel programma delittuoso comune, attribuendo quindi ai ricorrenti la responsabilità per la condotta del complice alla guida.
art. 116 cod. pen., comma secondo (concorso anomalo)
La norma è stata evocata dai ricorrenti come ipotesi alternativa; la Corte ha però ritenuto che l'art. 116, comma secondo, si applica solo quando l'evento diverso non sia stato voluto neppure sotto il profilo del dolo indiretto e non sia stato considerato possibile conseguenza della condotta concordata, circostanza non riscontrata nel caso concreto.
Giurisprudenza di Sez. 2 (massime citate)
Sez. 2, n. 49486 del 14/11/2014; Sez. 2, n. 48330 del 26/11/2015
La Corte richiama precedenti secondo i quali il concorso ex art. 110 c.p. può essere affermato anche rispetto ad eventi dannosi sviluppatisi durante la commissione del reato, purché tali eventi non siano estranei e imprevedibili rispetto al disegno criminoso comune.
Massime di principio
- La responsabilità per i fatti commessi da un complice può sussistere se tali fatti erano prevedibili come sviluppo del piano criminoso concordato: in tal caso si applica l'art. 110 c.p.
- L'art. 116 c.p., comma secondo (concorso anomalo), è una deroga restrittiva e opera solo se l'evento diverso non è stato voluto né neppure considerato possibile (neppure come dolo eventuale) dai partecipi: è quindi di applicazione limitata.
- La prevedibilità dell'evento va valutata rispetto al disegno criminoso comune e ai comportamenti concretamente posti in essere dai partecipi (es. violenza e resistenza durante la fuga), emergenti dagli atti del giudizio di merito.
- In situazioni di fuga con uso dell'autoveicolo e contatto violento con le vittime o con le forze dell'ordine, è probabile che il giudice ritenga tale sviluppo prevedibile e imputabile a tutti i partecipi, salvo prova contraria.
- La difesa dovrebbe puntare a dimostrare concretamente l'estraneità o l'imprevedibilità dell'evento (assenza di accordo, comportamento estemporaneo e imprevedibile del complice) per provare l'applicabilità dell'art. 116.
- La valutazione della responsabilità passa attraverso il materiale probatorio raccolto in sede di merito: dichiarazioni, modalità della condotta, reazione congiunta dei complici e contesto materiale sono elementi decisivi.
- Conseguenze pratiche: se il fatto imputato è ritenuto prevedibile e ricompreso nel disegno criminoso, tutti i partecipi possono essere condannati per i reati conseguenti; diversamente, si può configurare responsabilità attenuata o diversa rispetto al reato principale.
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