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Ordinanza

Ordinanza n. 205/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia - del provvedimento del direttore dell’Autorità di Bacino prot. n. 6905 di data 30 marzo 2026, con il quale è stato ingiunto alla ricorrente di rimuovere tutti gli ormeggi collocati su proprietà privata entro 10 giorni, a pena di decadenza dalla concessione e di incameramento della cauzione; - del provvedimento del direttore dell’Autorità di Bacino prot. n. 8253 di data 27 aprile 2026, con il quale è stata ribadita la medesima ingiunzione;

Giustizia amministrativa202600422

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzioni di rimozione degli ormeggi collocati presso banchine confinanti, con minaccia di decadenza dalla concessione e incameramento della cauzione

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società, aggiudicataria di una concessione per un'area demaniale extraportuale lacuale, ha impugnato i provvedimenti con cui l'Autorità di Bacino le ha ingiunto di rimuovere entro dieci giorni tutti gli ormeggi collocati su proprietà privata, a pena di decadenza dalla concessione e incameramento della cauzione. La ricorrente ha dedotto che l'area concessa è interclusa e non raggiungibile via terra, che il precedente concessionario ha dovuto trasferire in acqua imbarcazioni prima collocate a terra e che gli ormeggi insistono su banchine prospicienti un'area di proprietà del Comune di Brescia. Ha sostenuto, pertanto, che le banchine comunali avrebbero natura demaniale e non rientrerebbero nel divieto previsto dal bando e dall'atto di concessione, nonché che la minaccia di decadenza e di incameramento della cauzione sarebbe irragionevole e sproporzionata. Il Comune ha contestato la natura demaniale dell'area, qualificandola come giardino di una casa di riposo, senza riconoscerle natura demaniale o patrimoniale indisponibile.

La decisione

Il TAR ha accolto provvisoriamente la domanda cautelare e ha disposto un approfondimento istruttorio, rinviando la trattazione dell'istanza. Il Collegio ha rilevato che il divieto di ormeggio ai moli posti su proprietà privata è chiaro nel testo, ma che la sua finalità e i suoi limiti applicativi devono essere precisati. In via provvisoria, il divieto è stato interpretato come volto a preservare l'identità del demanio lacuale, evitando utilizzazioni promiscue e il rischio che l'area demaniale divenga servente rispetto a proprietà esterne. Secondo tale lettura, lo stazionamento davanti a proprietà privata non sarebbe necessariamente vietato se non vi è interrelazione funzionale tra lo specchio d'acqua e il terreno antistante; rileva, in tal senso, la specifica previsione che vieta anche imbarco e sbarco di persone e carico e scarico di merci. Poiché gli ormeggi contestati sono collegati a un'area comunale priva, secondo quanto dichiarato dal Comune, di destinazione collegata all'utilizzo della darsena, il TAR ha ritenuto necessario accertare la natura dei pali di ormeggio e il rapporto tra le banchine, la terraferma e il lago, soprattutto in caso di banchine a sbalzo. Ha ordinato all'Autorità di Bacino di depositare entro sessanta giorni una planimetria della darsena con l'indicazione dei pali contestati e la specificazione, per ciascuno, della loro appartenenza al demanio lacuale o ai proprietari dei terreni antistanti. Nelle more, ha riconosciuto in via interinale l'interesse della concessionaria a utilizzare integralmente la darsena fino al confine con la banchina, imponendo l'adozione di accorgimenti tecnici diretti a evitare interferenze con la proprietà dei terreni. La nuova trattazione cautelare è stata fissata al 16 dicembre 2026. Non risulta dal testo una decisione sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per una sospensione interinale dei provvedimenti, accompagnata da istruttoria e rinvio della trattazione.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando il contenuto di una clausola concessoria è chiaro ma risultano controversi la finalità e l'ambito oggettivo di applicazione, il giudice può darne una lettura provvisoria e sospendere interinalmente l'atto applicativo, disponendo contestualmente gli approfondimenti necessari.
  • Il divieto di ormeggio su strutture esterne all'area demaniale può essere interpretato, in rapporto alla finalità di tutela dell'identità del demanio, nel senso di vietare l'interrelazione funzionale tra specchio d'acqua e terreno privato, non necessariamente lo stazionamento dell'imbarcazione davanti alla proprietà esterna.
  • Per stabilire l'appartenenza dei pali di ormeggio occorre verificare il loro collegamento prevalente con il fondo lacuale o con la terraferma; per i pali collocati sulle banchine, tale accertamento richiede particolare attenzione alla struttura e all'eventuale natura a sbalzo delle banchine.
  • Quando la natura pubblica o privata delle strutture di ormeggio è decisiva per l'applicazione di un divieto concessorio, l'amministrazione concedente deve fornire un'istruttoria puntuale, anche mediante planimetria e individuazione analitica delle singole strutture interessate.
  • In attesa degli accertamenti sulla legittimità dell'ingiunzione, la tutela cautelare può consentire l'utilizzazione provvisoria dell'area concessa, purché siano adottate misure tecniche idonee a evitare interferenze con le proprietà confinanti.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali idriche, lacuali e portualiTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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