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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30352/2025 del 05/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di assoluzione del Tribunale di Torino (16/12/2024) per il reato previsto dall'art. 5, comma 8-bis, d.lgs. n. 286/1998 (utilizzazione di documenti contraffatti o alterati per il rilascio del permesso di soggiorno). Il Tribunale aveva ritenuto che il falso documentale fosse "grossolano" e "immediatamente percepibile" (ictu oculi) e, inoltre, che l'istanza fosse irricevibile per mancanza di documentazione essenziale (visto di ingresso, modello non conforme, compilato a mano). Il Procuratore ha censurato la valutazione, sostenendo che il documento falso non fosse riconoscibile ictu oculi e che la falsità fosse emersa solo in ragione dell'assenza di altri documenti integrativi, deducendo errata applicazione della norma e contestando l'assunto di reato impossibile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la motivazione del Tribunale fosse composita e autonoma: la compilazione a mano del modulo (anziché lo stampato ufficiale) e l'assenza del visto di ingresso erano elementi idonei a rendere il falso riconoscibile ictu oculi e a dimostrare la grossolanità del documento. Poiché il ricorrente ha criticato soltanto una delle ragioni autonome poste a fondamento dell'assoluzione, il motivo è carente di specificità ai sensi della giurisprudenza di legittimità; conseguentemente il ricorso non è stato esaminato nel merito e l'assoluzione dell'imputato è rimasta efficace. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile senza condanna alle spese e senza applicazione della sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico immigrazione), art. 5, comma 8-bis

    La norma configura il delitto avente ad oggetto l'utilizzazione di documenti contraffatti o alterati con il fine specifico di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno; richiede il dolo specifico (finalità di conseguire il permesso) e la punibilità non è condizionata all'accoglimento della domanda né alla sua accoglibilità astratta.

  • codice di procedura penale, art. 611

    Norma richiamata nella parte procedurale per segnalare la requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale e l'assenza di richiesta di trattazione orale, con riferimento alle modifiche legislative intervenute (d.l. 29/6/2024, n. 89, conv. legge 8/8/2024, n. 120).

  • decreto-legge 29 giugno 2024, n. 89 e legge di conversione 8 agosto 2024, n. 120

    Richiamato per il contestuale mutamento normativo riguardante la disciplina dell'udienza e delle conclusioni scritte; rilevanza procedurale nella modalità di conclusione del Pubblico Ministero in sede di cassazione.

Massime di principio

  • Per il delitto previsto dall'art. 5, comma 8-bis, d.lgs. 286/1998 è necessario il dolo specifico (scopo di ottenere il permesso di soggiorno); la punibilità non dipende dall'effettivo accoglimento della domanda.
  • La qualificazione del falso come "grossolano" o riconoscibile ictu oculi può escludere la concreta idoneità della condotta a produrre l'evento (cd. reato impossibile/inoffensività concreta) e giustificare l'assoluzione se il documento non poteva ingannare alcuno.
  • Quando la decisione di merito si fonda su più ragioni autonome e autosufficienti, il ricorso per cassazione deve criticare specificamente ciascuna di esse: la censura limitata a una sola ratio decidendi è insufficiente e può determinare l'inammissibilità del ricorso.
  • L'analisi della validità documentale richiede attenzione anche agli aspetti formali (es. uso di moduli ufficiali vs compilazione a mano, presenza del visto di ingresso): tali elementi possono, di per sé, rendere un falso immediatamente percepibile.
  • In sede di impugnazione è essenziale proporre motivi specifici e completi sul piano logico-giuridico; le critiche generiche o parziali alla motivazione di merito non soddisfano il requisito di specificità richiesto dalla giurisprudenza di legittimità.

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