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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23733/2022 del 29/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

L'Agenzia delle entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della CTR Lombardia che, in riforma della decisione di primo grado, aveva accolto il ricorso della società contribuente e annullato un avviso di accertamento relativo a IVA per l'anno d'imposta 2011, emesso a seguito di verifica fiscale e processo verbale di constatazione. La CTR aveva ritenuto nullo l'accertamento per il mancato rispetto del termine di 60 giorni dalla chiusura della verifica e per la mancata instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale, applicando tale garanzia anche ai tributi non armonizzati strettamente connessi a quelli armonizzati. Con il primo motivo l'Ufficio ha denunciato la violazione dell'art. 12, comma 7, della L. 212/2000, sostenendo che il contraddittorio endoprocedimentale non fosse automaticamente necessario nel caso concreto e che il questionario inviato al contribuente avesse comunque consentito di presentare osservazioni e richieste senza compressione del diritto di difesa. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 15 del d.lgs. 546/1992 in punto di liquidazione unitaria delle spese dei due gradi di merito.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso, assorbendo il secondo. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla CTR Lombardia in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha richiamato il principio per cui, in materia di tributi armonizzati, la violazione dell'obbligo di contraddittorio endoprocedimentale comporta invalidità dell'accertamento solo se il contribuente dimostra la c.d. prova di resistenza, cioè le ragioni che avrebbero potuto condurre l'Amministrazione a una decisione diversa. Nel caso concreto la CTR non si è attenuta a tale criterio, avendo annullato l'atto senza verificare la concreta incidenza del preteso deficit di contraddittorio.

Norme richiamate

  • art. 12, comma 7, L. 212/2000

    Il termine dilatorio e il contraddittorio endoprocedimentale non determinano automaticamente la nullità dell'accertamento; occorre verificare, nei tributi armonizzati, se la parte dimostri la prova di resistenza.

  • art. 15 d.lgs. 546/1992

    La censura sulle spese è stata dichiarata assorbita dall'accoglimento del primo motivo.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    È il parametro di deduzione del vizio di violazione di legge prospettato con il primo motivo.

Massime di principio

  • In materia di tributi armonizzati, la mancata instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale non comporta di per sé l'invalidità dell'accertamento, essendo necessario che il contribuente alleghi e dimostri gli elementi che avrebbero potuto condurre a una diversa determinazione dell'Amministrazione.
  • Il giudice di merito che annulli l'avviso per difetto di contraddittorio deve verificare in concreto la rilevanza difensiva delle osservazioni non svolte, non potendo limitarsi a una declaratoria automatica di nullità.
  • Quando il primo motivo di ricorso è accolto e assorbe le ulteriori censure, la questione sulle spese del merito resta rimessa al giudice di rinvio insieme alla liquidazione delle spese di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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