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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6971/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della loro responsabilità per il reato di tentata rapina (capo I) e il relativo trattamento sanzionatorio. Hanno denunciato mancanza e contraddittorietà della motivazione: contestano la valutazione probatoria che si sarebbe basata su intercettazioni, dichiarazioni del collaboratore Lorenzo Guida ritenute contraddittorie o non riferibili al fatto, e su riscontri relativi ad altri reati (es. furto dell'autovettura) non decisivi. Hanno inoltre sostenuto che mancavano elementi per individuare data e obiettivo della rapina, che il loro ruolo era marginale (richiesta di riconoscimento delle attenuanti generiche) e che si sarebbe dovuta applicare la desistenza o, comunque, valutare l'inidoneità degli atti preparatori a realizzare la rapina. Infine criticano la determinazione della pena (contestazione del metodo di calcolo e mancato riconoscimento delle attenuanti).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché formulati con motivi generici, non specificamente confrontati con la motivazione della sentenza impugnata o manifestamente infondati. Ha ritenuto che i giudici di merito avessero adeguatamente motivato la valutazione delle intercettazioni, dei sopralluoghi e dei riscontri (strumenti, bombetta carta, spostamenti, pedaggi) come idonei a dimostrare l'organizzazione del progetto criminoso e l'inizio della sua esecuzione, giustificando la configurazione del tentativo. Ha confermato la legittimità del diniego delle attenuanti generiche e la correttezza del metodo sanzionatorio adottato. Ha escluso l'applicabilità della desistenza, rilevando che l'intervento delle forze dell'ordine ha impedito la consumazione e non si è trattato di volontaria rinuncia. Per l'inammissibilità ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e a versare ciascuno euro 3.000 alla cassa delle ammende, oltre al pagamento delle spese del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen. (desistenza)

    L'applicabilità della desistenza richiede una rinuncia volontaria alla prosecuzione dell'azione criminosa; l'intervento esterno delle forze dell'ordine che impedisca il proseguimento esclude la desistenza.

  • art. 628 cod. pen. (rapina)

    La fattispecie di rapina e la nozione di tentativo sono richiamate per valutare se gli atti preparatori e le condotte accertate costituiscano atti idonei e iniziativi dell'esecuzione tali da integrare il tentativo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità delle impugnazioni.

  • art. 23, comma 8, D.L. 28/10/2020, n.137 (trattazione scritta in Cassazione)

    Norma procedurale che ha consentito la trattazione scritta del procedimento, applicata qui in assenza di richiesta di discussione orale.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina liberamente la valutazione dei fatti e della prova: i motivi devono criticare puntualmente la motivazione del giudice di merito; censure generiche o riproposizioni dei fatti senza confronto puntuale sono inammissibili.
  • Le intercettazioni e i riscontri concreti (sopralluoghi, materiali rinvenuti, spostamenti, pedaggi) possono essere ritenuti idonei a dimostrare un progetto criminoso e l'inizio della sua esecuzione; atti apparentemente preparatori possono integrare il tentativo se mostrano un piano dettagliato e la significativa probabilità di realizzazione del reato.
  • La desistenza (art. 56 c.p.) richiede una rinuncia volontaria: la mancata consumazione per intervento delle forze dell'ordine o per eventi esterni esclude la desistenza e non opera come esimente.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può fondarsi sull'assenza di elementi positivi e sui precedenti penali; non è obbligatorio ridurre la pena per il tentativo mediante la diminuzione frazionale quando il giudice adopera il metodo diretto/sintetico.
  • Per impugnare efficacemente una sentenza è necessario indicare con precisione quali passaggi motivazionali si ritengono errati e perché (travisamento della prova, manifesta illogicità, omissione decisiva); altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità e sanzioni economiche.

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