Sentenza del 02/10/2020 n. 991 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
ICI - IMU - esenzione - immobili di parrocchie - impiego da parte di associazioni regolate dal Diritto canonico - consegue.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeil giudice ha accolto il ricorso: ha riconosciuto l'esenzione ICI/IMU agli immobili di proprietà di parrocchie impiegati da associazioni riconducibili alla realtà ecclesiale e posti sotto stretto controllo della parrocchia, a condizione che non siano utilizzati per attività eminentemente commerciali; nel caso specifico il luogo di ritrovo gestito dall'associazione di ispirazione cristiana è stato ritenuto conforme ai requisiti e quindi esente
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
impugnazione del diniego di esenzione ICI (ora IMU) per un immobile di proprietà parrocchiale utilizzato come luogo di ritrovo gestito da una associazione nazionale ricreativa di ispirazione cristiana, regolata e soggetta anche alla normativa del Codice di diritto canonico; il ricorrente sosteneva che l'uso era riconducibile alla realtà ecclesiale e non avente carattere eminentemente commerciale, quindi soggetto a esenzione
Norme richiamate
Codice di diritto canonico
la qualificazione dell'associazione come soggetto regolato dal diritto canonico è stata ritenuta indice di riconducibilità alla realtà ecclesiale e della sussistenza di un vincolo di controllo/contiguità con la parrocchia
Normativa ICI/IMU (disciplina dell'esenzione per immobili ad uso religioso o ecclesiale)
la normativa fiscale relativa all'ICI/IMU consente l'esenzione per immobili utilizzati per finalità ecclesiali; l'interpretazione della corte richiede che l'immobile sia effettivamente impiegato in attività non commerciali e che vi sia un rapporto di controllo o riconducibilità all'ente ecclesiastico
Massime di principio
- Un immobile di proprietà di una parrocchia può beneficiare dell'esenzione ICI/IMU se è impiegato da associazioni riconducibili alla realtà ecclesiale e sottoposte a controllo della parrocchia
- La sussistenza del vincolo di "contiguità" e del controllo effettivo da parte dell'ente ecclesiastico è elemento chiave per riconoscere l'esenzione
- Non devono sussistere attività "eminentemente commerciali": la natura economica e la modalità di gestione dell'attività sono determinanti per la qualificazione fiscale
- La regolamentazione dell'associazione secondo il diritto canonico costituisce elemento probatorio rilevante per dimostrare il carattere ecclesiale dell'attività
- Se l'associazione è autonoma e svolge attività di tipo commerciale o non è effettivamente sotto controllo ecclesiale, l'esenzione può essere negata
- Le amministrazioni comunali devono valutare caso per caso la funzione effettiva dell'immobile e l'esistenza di vincoli organizzativi e di controllo con l'ente ecclesiastico prima di negare l'esenzione
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