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Sentenza

Sentenza del 04/11/2024 n. 28337 - Corte di Cassazione

Accertamento - Quote societarie - Distribuzione degli utili - Avviso congruamente motivato

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente impugnava l'avviso di accertamento che le imputava, in quanto socia della S.I.L.P. SUD Srl, la distribuzione di utili extracontabili per Euro 41.287,00 (IRPEF 2007). Denunciava: difetto di motivazione dell'avviso (perché non era allegato l'avviso rivolto alla società), illegittima doppia presunzione nel determinare il reddito (accertamento induttivo in capo alla società e sua automatica distribuzione ai soci), e violazione dell'onere della prova (art. 2697 c.c.).

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'avviso notificato al socio è validamente motivato anche mediante rinvio "per relationem" alla motivazione dell'avviso emesso nei confronti della società, poiché il socio, ai sensi dell'art. 2476 c.c., può prendere visione della documentazione sociale. Ha inoltre ritenuto legittima la presunzione semplice di attribuzione agli soci degli utili extracontabili in caso di società di capitali con ristretta base partecipativa, salvo che il contribuente non dimostri il contrario (es. accantonamento o reinvestimento). Alcune censure della ricorrente sono state ritenute inammissibili in quanto tentativo di rivedere la valutazione di merito; sono state respinte le doglianze relative alla doppia presunzione e all'asserita illegittimità dell'accertamento. La ricorrente è stata condannata alle spese e ad eventuale contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2476 c.c.

    Il socio di una S.r.l. ha il potere di consultare la documentazione sociale; ciò consente che l'avviso notificato al socio sia motivato anche tramite rinvio all'avviso notificato alla società (motivazione per relationem).

  • art. 7, legge n. 212/2000

    Richiamata dalla ricorrente in relazione all'obbligo di motivazione; la Corte ha ritenuto l'obbligo soddisfatto tramite il rinvio alla motivazione dell'atto societario, quindi non sussiste vizio.

  • art. 3, legge n. 241/1990

    Norma sul procedimento amministrativo citata in relazione al dovere di motivazione; la Corte ha confermato che la motivazione per relationem è compatibile con i principi di motivazione amministrativa nel contesto dell'accertamento tributario.

  • art. 42, comma 2, D.P.R. n. 600/1973

    Richiamato dalla ricorrente come presunto vizio di motivazione degli atti tributari; la Corte ha ritenuto che non ricorra difetto di motivazione in presenza del rinvio all'avviso societario.

  • art. 2697 c.c.

    Norma sull'onere della prova: la Corte precisa che la censura fondata su questa norma è inammissibile in cassazione quando si limiti a contestare la valutazione di merito. La violazione sussiste solo se il giudice abbia erroneamente attribuito l'onere a parte diversa da quella prevista dalla norma.

  • art. 2729 c.c.

    Regola le presunzioni non previste dalla legge: esse devono essere valutate secondo i criteri di gravità, precisione e concordanza. La Corte ricorda il metodo di analisi degli indizi e ritenne adeguata la presunzione di distribuzione degli utili nei confronti dei soci nelle società a base partecipativa ristretta.

  • artt. 44 comma 1 lett. e), 45 comma 1, 73 T.U.I.R.

    Norme sostanziali sul reddito d'impresa e sulla tassazione: richiamate dalla ricorrente per contestare l'automatismo impositivo. La Corte, richiamando la giurisprudenza, ha osservato che per le S.r.l. a base ristretta è ammissibile la presunzione di attribuzione degli utili extracontabili ai soci, salvo prova contraria.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione al diritto di difesa; la Corte non ha ritenuto violato tale principio data la possibilità per il socio di accedere alla documentazione sociale e la motivazione per relationem.

  • art. 53 Cost.

    Invocata dalla ricorrente in tema di principio di capacità contributiva; la Corte non ha rilevato violazione nella applicazione della presunzione semplice in presenza di base partecipativa ristretta.

  • art. 13 comma 1‑quater, D.P.R. n. 115/2002

    Norma sul contributo unificato: la Corte ha rilevato i presupposti per l'eventuale versamento di un ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente.

Massime di principio

  • La motivazione di un avviso notificato al socio può essere valida anche per relationem, rimandando alla motivazione dell'avviso rivolto alla società, poiché il socio ha diritto di accesso alla documentazione sociale (art. 2476 c.c.).
  • In caso di S.r.l. con ristretta base partecipativa è legittima una presunzione semplice che gli utili extracontabili accertati in capo alla società siano stati attribuiti ai soci in proporzione alle quote; spetta al socio fornire prova contraria (es. documentazione di accantonamenti o reinvestimenti).
  • Non costituisce violazione del divieto di presunzioni di secondo grado l'utilizzo, ai fini della prova presuntiva, del fatto noto rappresentato dalla ristrettezza della compagine sociale: tale fatto è idoneo a giustificare la presunzione semplice.
  • La cassazione non è sede per rivedere la valutazione di merito o per rimettere in discussione la ponderazione degli indizi fatta dal giudice di merito; le doglianze sull'onere della prova richiedono la specifica dimostrazione di uno spostamento dell'onere stesso.
  • Per difendersi in casi analoghi il socio dovrebbe: 1) chiedere e acquisire la documentazione sociale ai sensi dell'art. 2476 c.c.; 2) produrre prove concrete dell'assenza di distribuzione (verbali, scritture contabili che mostrino accantonamenti o reinvestimenti, evidenze bancarie societarie); 3) contestare la congruenza e la qualità degli indizi usati dall'Amministrazione dimostrando l'assenza dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.

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