Cassazione Penale, Sentenza n. 46699/2023 del 21/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Vibo Valentia che confermava il sequestro preventivo di un manufatto di 60 mq su area demaniale marittima realizzato senza titoli concessori. Ha sostenuto che l'immobile era stato realizzato sin dal 1950 e che l'eventuale titolo concessorio era solo scaduto, quindi la situazione sarebbe stata una mera irregolarità amministrativa e non un reato edilizio. Ha altresì dedotto la mancanza dell'elemento psicologico (intento) necessario per il reato e ha censurato la motivazione sulle esigenze cautelari, ritenendola generica e formalistica.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti: l'occupazione di area demaniale marittima è arbitraria in assenza di una concessione valida ed efficace, e la prosecuzione dell'occupazione oltre la scadenza del titolo configura il reato di occupazione abusiva anche se il titolo era pregresso. Quanto all'elemento soggettivo, trattandosi di contravvenzione la colpa è sufficiente e il giudice della cautela richiede solo una valutazione sommaria, non elementi idonei a escludere ictu oculi la colpa. Sul periculum la Corte ha evidenziato la natura permanente dell'illecito e il pericolo connesso alla protrazione dell'occupazione, giustificando il sequestro preventivo. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 321 cod. proc. pen.
La formula richiamata (art. 321 c.p.p.) viene usata nella motivazione per enunciare le esigenze cautelari con riferimento alla libera disponibilità dell'area; la Corte valuta però nel complesso la permanenza dell'illecito quale fondamento del periculum
Giurisprudenza - Sez. 3, Sentenza n. 34622
Indica che l'occupazione di spazio demaniale marittimo configura reato anche se l'occupazione si protrae oltre la scadenza del titolo abilitativo
Giurisprudenza - Sez. 3, Sentenza n. 16495
Conferma il principio che il protrarsi dell'occupazione oltre la validità del titolo abilita la configurazione del reato di abusiva occupazione di demanio marittimo
Giurisprudenza - Sez. 3, Sentenza n. 26007
Sottolinea che, ai fini della cautela, il giudice deve effettuare una valutazione sommaria del fumus, comprensiva anche dell'elemento soggettivo, per le contravvenzioni sufficiente la prova della colpa salvo elementi che la escludano ictu oculi
Giurisprudenza - Sez. 3, Sentenza n. 16417
Evidenzia la natura permanente dell'illecito di occupazione abusiva e la conseguente rilevanza del pericolo derivante dalla protrazione dell'occupazione ai fini delle misure cautelari
Massime di principio
- L'occupazione di area demaniale marittima senza una concessione valida configura reato anche se in passato esisteva un titolo poi scaduto; la mera scadenza non elimina la responsabilità quando l'occupazione prosegue.
- Per i provvedimenti cautelari il giudice effettua una valutazione sommaria del fumus commissi delicti: anche l'elemento soggettivo va considerato in termini ridotti; per le contravvenzioni è sufficiente la colpa salvo elementi di fatto che la escludano chiaramente.
- La natura 'permanente' dell'illecito (occupazione protratta nel tempo) rende il periculum insito nella condotta, giustificando misure come il sequestro preventivo senza necessità di accertamenti aggiuntivi sull'ulteriore consumazione del reato.
- Le censure generiche sulla motivazione delle esigenze cautelari sono in genere insufficienti: la difesa deve proporre elementi specifici che dimostrino l'assenza di pericolo di reiterazione o di aggravio delle conseguenze.
- In situazioni simili, il soggetto che intende regolarizzare dovrebbe dimostrare atti concreti di richiesta di rinnovo o di regolarizzazione del titolo, o comprovare l'assenza di colpa e la cessazione dell'occupazione per contrastare efficacemente misure cautelari.
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