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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20683/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava la sentenza di appello su due profili: 1) mancata prova della funzionalità della penna-pistola calibro 22 trovata addosso, poiché l'arma era priva di matricola e di munizioni e non era stata eseguita perizia tecnica che ne certificasse la funzionalità; 2) vizi di assorbimento e prescrizione: deduceva che, considerato l'assorbimento del reato indicato nel capo a) in quello del capo b), il porto dell'arma clandestina doveva ritenersi assorbito nella detenzione e dunque estinto per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quanto al primo motivo, lo ha ritenuto reiterativo, generico e manifestamente infondato: la sentenza impugnata aveva dato conto dell'accertamento degli operanti e della ragionevolezza della valutazione sulla funzionalità dell'arma, mentre il ricorrente non ha addotto elementi concreti per contestarne la funzionalità. Quanto al secondo motivo, la Corte lo ha ritenuto manifestamente infondato e, peraltro, non dedotto in sede di appello; ha inoltre osservato che l'apparente errore materiale nella motivazione non incide sul dispositivo, che correttamente ha disposto l'assorbimento dei reati di cui al capo a) in quelli di cui al capo b) (assorbimento separato per detenzione e porto), in conformità alla giurisprudenza di legittimità. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Sezioni Unite Cassazione, n. 41588

    Sez. U, n. 41588 del 22/06/2017, Rv. 270902

    Principio di specialità: i reati di detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina operano come fattispecie speciali rispetto ai corrispondenti reati di detenzione e porto illegale di arma comune, per cui il reato più specifico assorbe quello meno specifico quando si tratta della stessa unità naturalistica del fatto.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede la possibilità di condanna per spese e di versamento in favore della Cassa delle ammende nel caso di ricorso inammissibile o comunque non meritevole, quale sanzione processuale per l'impugnante.

Massime di principio

  • Per contestare profili di fatto relativi alla funzionalità di un'arma occorre fornire elementi concreti e specifici (perizia tecnica o indizi precisi); obiezioni generiche e ripetitive sono normalmente ritenute inammissibili in Cassazione.
  • In sede di Cassazione non possono essere efficacemente dedotti nuovi motivi non sollevati in appello; i motivi devono essere stati previamente ritenuti o discussi nelle fasi precedenti per essere ammissibili.
  • Il dispositivo prevale sulla motivazione: eventuali contraddizioni formali nella motivazione che non alterano il dispositivo non incidono automaticamente sulla validità della decisione.
  • Il principio di specialità determina l'assorbimento tra reati 'più specifici' e 'meno specifici' (es. arma clandestina vs arma comune) quando sussiste unità naturalistica del fatto; se invece vi sono più condotte autonome o una successiva alterazione dell'arma, il concorso di reati è possibile.
  • Chi impugna deve documentare in modo puntuale le proprie censure: la mancanza di prove o perizie non è automaticamente a favore del ricorrente se il giudice di merito ha adeguatamente motivato sulla base degli accertamenti eseguiti dalle forze dell'ordine.
  • Ricorsi manifestamente infondati o reiterativi possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e somme a titolo di cassa ammende.

Testo integrale

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