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Sentenza

Sentenza del 31/05/2018 n. 357 - Corte di Giustizia UE

La Corte si pronuncia sull' inosservanza dell'obbligo di dichiarare somme di denaro contante in entrata o in uscita da uno Stato membro. Rinvio pregiudiziale - Controlli sul denaro contante in entrata nell'Unione europea o in uscita dalla stessa - Regolamento (CE) n. 1889/2005 - Ambito di applicazione - Articolo 63 TFUE - Libera circolazione dei capitali - Cittadino di un paese terzo che trasporta nei suo bagagli una somma ingente di denaro contante non dichiarata - Obbligo di dichiarazione collegato all'uscita di tale somma dal territorio spagnolo - Sanzioni - Proporzionalità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente aveva trasportato EUR 92.900 in contanti nei bagagli durante il viaggio dalla Spagna verso Hong Kong, con scalo nei Paesi Bassi, senza effettuare la dichiarazione obbligatoria per importi pari o superiori a EUR 10.000. Le autorità spagnole sequestrarono il denaro, detratta una somma di EUR 1.000 per la sussistenza, e inflissero un'ammenda di EUR 91.900, considerando aggravanti l'elevato importo, la mancata prova dell'origine lecita, l'incoerenza con l'attività professionale e il presunto occultamento. Il ricorrente contestò la sanzione per violazione del principio di proporzionalità.

La decisione

La Corte di giustizia ha stabilito che gli articoli 63 e 65 TFUE ostano a una normativa nazionale che consenta, per la sola violazione dell'obbligo di dichiarazione, un'ammenda fino al doppio dell'importo non dichiarato. La sanzione deve reprimere l'omessa dichiarazione e non punire autonomamente eventuali attività fraudolente o illecite; deve inoltre essere adeguata e non eccedere quanto necessario. La terza questione, relativa a una sanzione fino al 25% dell'importo, è stata dichiarata irricevibile perché teorica e non riferita alla controversia concreta. La Corte ha anche precisato che l'obbligo di dichiarazione grava sul viaggiatore quando esce fisicamente dall'Unione e va adempiuto nello Stato membro attraverso il quale lascia effettivamente il territorio dell'Unione; nel caso concreto, quindi, nei Paesi Bassi e non in Spagna.

Norme richiamate

  • Articoli 63 e 65 TFUE

    Gli articoli 63 e 65 TFUE devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa [...] che prevede che l'inosservanza dell'obbligo di dichiarare somme ingenti di denaro contante [...] è passibile di un'ammenda che può arrivare fino al doppio dell'importo non dichiarato.

    La libera circolazione dei capitali consente agli Stati membri di imporre obblighi di dichiarazione per finalità di ordine pubblico e di contrasto al riciclaggio, ma le sanzioni devono rispettare il principio di proporzionalità. Una sanzione potenzialmente pari al doppio del denaro non dichiarato è eccessiva quando punisce soltanto l'omessa dichiarazione.

  • Regolamento (CE) n. 1889/2005, articolo 3, paragrafo 1

    Ogni persona fisica che entra nella Comunità o ne esce e trasporta denaro contante di importo pari o superiore a 10 000 EUR deve dichiarare tale somma.

    L'obbligo riguarda chi entra fisicamente nell'Unione o ne esce fisicamente con almeno EUR 10.000. La dichiarazione deve essere presentata alle autorità dello Stato membro attraverso il quale avviene l'effettiva entrata o uscita dall'Unione.

  • Regolamento (CE) n. 1889/2005, articolo 9, paragrafo 1

    Gli Stati membri stabiliscono sanzioni [...] efficaci, proporzionate e dissuasive.

    Gli Stati membri dispongono di un margine di scelta sulle sanzioni, ma esse devono essere efficaci e dissuasive senza trasformarsi in misure sproporzionate o sostanzialmente confiscatorie.

  • Legge spagnola n. 10/2010, articoli 34, 35, 57 e 59

    L'ammenda [...] può raggiungere il doppio della somma di denaro contante non dichiarata.

    La normativa spagnola prevedeva la dichiarazione preventiva, il sequestro dell'importo e un'ammenda da EUR 600 fino al doppio della somma non dichiarata, con aggravanti riferite all'importo, all'origine del denaro, all'attività del trasportatore, all'occultamento e alla recidiva. Tale regime è stato ritenuto incompatibile con il diritto dell'Unione nella parte in cui consentiva sanzioni eccessive.

Massime di principio

  • L'obbligo di dichiarare il denaro contante di importo pari o superiore a EUR 10.000 è legittimo e non equivale a un divieto di trasporto.
  • Per individuare l'autorità competente conta il punto in cui la persona esce fisicamente dall'Unione, non necessariamente il primo Stato membro da cui parte il viaggio o quello in cui avviene un controllo.
  • La mancata dichiarazione può essere sanzionata anche severamente, ma la sanzione deve essere calibrata sulla gravità dell'omissione e non può avere un effetto automaticamente confiscatorio.
  • La violazione formale dell'obbligo di dichiarazione deve essere distinta dall'eventuale riciclaggio o dall'origine illecita del denaro: questi ultimi richiedono autonomi accertamenti e basi giuridiche.
  • Aggravanti come l'elevato importo, l'occultamento, la mancata prova dell'origine lecita o la recidiva possono essere considerate, ma devono incidere sulla sanzione in modo proporzionato e motivato.
  • Una normativa che preveda astrattamente una sanzione fino al doppio dell'importo non dichiarato è incompatibile con la libera circolazione dei capitali, anche se nel caso concreto viene applicata una somma inferiore al massimo teorico.

Testo integrale

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