Cassazione Penale, Sentenza n. 13827/2024 del 05/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione per presunto difetto di correlazione tra accusa e sentenza: la difesa contestava che l'imputazione associativa non contenesse una contestazione delle violazioni dell'art. 73 d.P.R. n. 309/1990 né alcun richiamo alla condotta di tentata cessione per cui vi era stata condanna in primo grado; si denunciava inoltre l'erroneo richiamo alla sentenza relativa al fratello (Mammoliti Domenico).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che l'imputazione originale non fosse meramente astratta ma contenesse chiari riferimenti a condotte concrete di narcotraffico (acquisto, importazione, trasporto, cessione, detenzione illegale di ingenti quantità di eroina e/o cocaina, provenienti dalla Turchia) e specifici riferimenti a trattative e contatti per l'importazione e la commercializzazione delle sostanze. Perciò la condotta di tentata cessione per cui è intervenuta la condanna è agevolmente riconducibile allo schema dell'imputazione e non vi è stata violazione del principio di correlazione; inoltre non è emerso alcun pregiudizio concreto per il diritto di difesa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Norma sull'evento di tentativo. È stata richiamata per qualificare la condotta di tentata cessione oggetto di condanna; la Corte ha ritenuto che il tentativo rientrasse nei fatti descritti nell'imputazione associativa.
art. 110 cod. pen.
Richiamato nei riferimenti a concorso di persone; utilizzato per la corretta qualificazione delle condotte in concorso con altri soggetti.
art. 73 d.P.R. n. 309/1990
Disposizione sui reati relativi al traffico di sostanze stupefacenti. La Corte ha ritenuto che l'imputazione facesse espresso riferimento a violazioni di questa norma (acquisto, importazione, trasporto, cessione, detenzione illecita di ingenti quantità), sicché la condotta di tentata cessione è coerente con i fatti contestati.
art. 74 d.P.R. n. 309/1990
Norma sulla partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Era la rubrica di imputazione originaria; la Corte ha ritenuto possibile la riqualificazione in specifici reati-fine purché l'imputazione contenga riferimenti fattuali idonei.
art. 17 d.P.R. n. 309/1990
Richiamato come riferimento alla 'autorizzazione' per il trattamento di stupefacenti: nella imputazione si affermava che le condotte erano state poste in essere 'senza l'autorizzazione di cui all'art. 17', elemento che contribuisce a specificare la fattispecie contestata.
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 7893 del 06/12/2017 (Mira)
"non v'è correlazione tra accusa e sentenza ove il giudice, a fronte di un'imputazione di partecipazione ad un'associazione ... pronunci condanna per il reato continuato di spaccio ... senza che nell'imputazione siano indicati nelle loro componenti fattuali e soggettive, sia pure sommariamente, i singoli episodi..."
Principio che delimita i casi in cui la riqualificazione da associazione a reati-fine è ammissibile: se l'imputazione non contiene riferimenti fattuali ai reati-fine, la riqualificazione può violare il principio di correlazione. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto che tali riferimenti fattuali fossero invece presenti.
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 31295 del 04/05/2019 (Leone)
Precedente richiamato a favore della possibilità di riqualificazione quando l'imputazione contenga elementi fattuali specifici (es. trattative per importazione di cocaina), confermando che, in tali ipotesi, non si configura il 'fatto diverso' o la mancanza di esercizio del diritto di difesa.
Massime di principio
- La riqualificazione di una imputazione da associazione finalizzata al traffico di stupefacenti a reati specifici (es. tentata cessione) è ammissibile se l'imputazione originaria contiene riferimenti fattuali concreti ai reati-fine (acquisto, importazione, trasporto, cessione, detenzione), anche se non elenca dettagliatamente ogni singolo episodio.
- Il principio di correlazione accusa-sentenza è violato solo quando l'imputazione è del tutto astratta e priva di qualsiasi riferimento alle condotte concrete che poi vengono ritenute reato; la presenza di una descrizione orientativa delle condotte consente la riconduzione di atti specifici alla contestazione originaria.
- Per far valere con successo una censura sulla correlazione occorre dimostrare un concreto pregiudizio per il diritto di difesa: la mera discrepanza formale tra imputazione e motivazione non è sufficiente se l'imputato ha potuto esercitare pienamente la difesa.
- I precedenti di legittimità costituiscono parametri per valutare la legittimità della riqualificazione: essi stabiliscono il limite (assenza di riferimenti fattuali) oltre il quale la riqualificazione è inammissibile.
- Il richiamo, da parte del giudice, a fatti accertati in capo ad altri imputati nelle motivazioni è lecito se serve a ricostruire il contesto criminoso e non determina sorpresa o pregiudizio per la difesa dell'imputato chiamato a rispondere di condotte effettivamente ricomprese nell'imputazione.
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