Corte di giustizia, Sentenza C-114/23
Sentenza della Corte (Terza Sezione) dell'11 aprile 2024. — Procedimento penale contro KB e a. — Domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Sąd Okręgowy w Warszawie. — Rinvio pregiudiziale – Articolo 267 TFUE – Necessità dell’interpretazione richiesta affinché il giudice del rinvio possa pronunciare la sua sentenza – Indipendenza dei giudici – Condizioni di nomina dei giudici ordinari – Possibilità di contestare una sentenza definitiva di condanna penale nella fase del procedimento di esecuzione di tale sentenza – Irricevibilità delle domande di pronuncia pregiudiziale. — Cause riunite C-114/23, C-115/23, C-132/23 e C-160/23
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte dichiara irricevibili quattro rinvii del Tribunale regionale di Varsavia relativi alla possibilità di contestare, in sede di esecuzione, sentenze penali definitive emesse da giudici di cui si dubita l’indipendenza. La Corte osserva che il giudice del rinvio non è competente, secondo il diritto polacco, a rimettere in discussione la legittimità dei collegi giudicanti nella fase esecutiva. Le questioni prospettate non sono quindi necessarie per decidere le controversie pendenti, ma concernono una fase ormai chiusa del processo.
Rinvio pregiudiziale irricevibile: il giudice dell’esecuzione penale non può chiedere alla Corte se, in quella fase, debba verificare la validità della composizione del collegio giudicante che ha pronunciato la condanna definitiva.
La questione giuridica
Se l’articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE, l’articolo 47 della Carta e i principi di certezza del diritto, irrevocabilità delle decisioni definitive, proporzionalità e autonomia procedurale ostino a una normativa nazionale che impedisca al giudice dell’esecuzione di esaminare, in sede di esecuzione di una sentenza penale definitiva, se la decisione sia stata emessa da un organo giurisdizionale indipendente, imparziale e costituito per legge; in via subordinata, se tale verifica possa o debba essere svolta d’ufficio.
Principio di diritto
Le domande di pronuncia pregiudiziale sono irricevibili quando la risposta richiesta non è necessaria per decidere la controversia pendente dinanzi al giudice del rinvio, ma mira a ottenere una valutazione generale su una fase del procedimento penale già definitivamente conclusa e distinta dal procedimento di esecuzione; in particolare, il giudice dell’esecuzione non può essere investito, tramite l’articolo 267 TFUE, di un controllo astratto sulla regolarità della composizione del collegio che ha pronunciato la sentenza definitiva, se tale controllo non rientra nelle sue competenze processuali nazionali.
Norme richiamate
- Articolo 267 TFUE
- Articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE
- Articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
- Articolo 105 del regolamento di procedura della Corte
- Articoli 9, 13 e 15 del codice dell’esecuzione penale polacco
Irricevibilità dei rinvii pregiudiziali in materia di esecuzione di condanne penali definitive
La sentenza riguarda quattro rinvii pregiudiziali proposti dal Sąd Okręgowy w Warszawie nell’ambito di procedimenti di esecuzione di condanne penali definitive. Il giudice nazionale chiedeva se, in quella fase, potesse verificare d’ufficio la conformità all’articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE e all’articolo 47 della Carta della composizione del giudice che aveva pronunciato la condanna.
Contesto fattuale e procedimento principale
Nei procedimenti principali, KB, RZ, AN e CG erano stati condannati con sentenze definitive penali, pronunciate in alcuni casi da giudici monocratici del Tribunale regionale di Varsavia e, nel caso di CG, da una corte d’appello. Il giudice del rinvio ha rilevato che i giudici interessati erano stati nominati su proposta del Consiglio nazionale della magistratura polacco nella composizione derivante dalla riforma del 2017, ritenuta non indipendente. A suo avviso, ciò poteva incidere sulla regolarità del collegio giudicante e sulla validità delle decisioni definitive.
Questioni pregiudiziali sottoposte alla Corte
Il giudice nazionale ha chiesto, in sostanza:
- se il diritto dell’Unione osti a norme nazionali che impediscano al giudice dell’esecuzione di esaminare la regolarità costituzionale e l’indipendenza del giudice che ha emesso la sentenza definitiva;
- se, in caso di risposta affermativa, tale controllo debba essere svolto solo su iniziativa del condannato o anche d’ufficio.
Normativa richiamata
La Corte richiama anzitutto l’articolo 267 TFUE, che disciplina il rinvio pregiudiziale e richiede che l’interpretazione domandata sia necessaria per consentire al giudice nazionale di pronunciarsi. Nel merito delle questioni, il giudice del rinvio aveva evocato l’articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE e l’articolo 47 della Carta, oltre ai principi di certezza del diritto, irrevocabilità delle decisioni definitive, proporzionalità e autonomia procedurale. Sul piano interno, erano rilevanti gli articoli 9, 13 e 15 del codice dell’esecuzione penale polacco.
Ragionamento della Corte sulla competenza e sulla ricevibilità
La Corte ribadisce che l’organizzazione della giustizia rientra nella competenza degli Stati membri, ma questi devono comunque rispettare gli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione, anche quanto alle regole di nomina dei giudici. Tuttavia, il rinvio pregiudiziale è ammissibile solo se la risposta richiesta è necessaria per decidere una controversia effettivamente pendente.
Nel caso di specie, la Corte rileva che il giudice del rinvio ha competenze limitate alla fase esecutiva: adozione delle misure di esecuzione, eventuale carcerazione, esecuzione delle spese, differimento della pena o mandato d’arresto in caso di fuga. Non risulta invece che esso sia competente a valutare, nella fase esecutiva, la legittimità dei collegi che hanno emesso le sentenze definitive, neppure alla luce del diritto dell’Unione. Le questioni sollevate mirano dunque a rimettere in discussione una fase processuale precedente, definitivamente conclusa e distinta dall’esecuzione.
Decisione
La Corte conclude che i rinvii pregiudiziali non rispondono a una necessità inerente alla soluzione delle controversie pendenti e mirano a ottenere un parere astratto su una questione generale. Per questo motivo, le domande sono dichiarate irricevibili.
Principio ricavabile
L’articolo 267 TFUE non consente di sottoporre alla Corte questioni che non siano necessarie per decidere la controversia pendente e che, in realtà, mirino a controllare in astratto la validità di una sentenza penale definitiva nella fase dell’esecuzione, quando il giudice nazionale non ha competenza a compiere tale verifica.
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