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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24907/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di applicazione della pena emessa dal GUP di Messina che aveva approvato un patteggiamento ai sensi degli artt. 444 e ss. c.p.p., contestando: 1) l'illegalita' e la mancata motivazione della pena accessoria quantificata in anni cinque; 2) violazione di legge e difetto di correlazione in relazione alla possibilità introdotta dalla riforma Cartabia di concordare anche la misura della pena accessoria e richiesta di rimodulazione piu' favorevole in caso di annullamento; 3) mancato scomputo delle pene relative a reati per i quali era intervenuta la prescrizione per quattro dei ventinove reati contestati; 4) difetto di correlazione tra la volonta' dell'imputato e la sentenza, anche in relazione alla quantificazione del risarcimento, non tenendo conto della prescrizione intervenuta.

La decisione

Il ricorso e' stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Infatti la stessa sentenza di applicazione della pena era stata gia' annullata senza rinvio dalla Corte (Sez.2, n. 17392 del 10/02/2023) in quanto, nel giudizio di rinvio, il giudice aveva erroneamente riformulato la qualificazione del fatto (finanziamento illecito anziche' corruzione) travolgendo l'ambito del nuovo giudizio. L'annullamento senza rinvio ha determinato la necessita' di celebrare il giudizio ex novo, ricollocando le parti nella piena possibilita' di concordare un nuovo accordo o di adottare scelte difensive diverse e rendendo dunque privo di interesse il ricorso attuale. Il ricorrente, tra l'altro, aveva rinunciato al ricorso. Conseguentemente il ricorrente e' stato condannato alla rifusione delle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • artt. 444 e ss. codice di procedura penale

    La norma disciplina l'applicazione della pena mediante patteggiamento; la sentenza impugnata era una applicazione pena ai sensi di tali articoli, ossia una pena concordata tra parti.

  • riforma Cartabia (modifiche al sistema premiale e al patteggiamento)

    Il ricorrente invocava la nuova disciplina per sostenere la possibilita' di concordare anche la misura della pena accessoria e la prospettiva di una rimodulazione piu' favorevole; la Corte, pero', ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse a seguito dell'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

  • giurisprudenza: Cass. Sez.2, n. 17392 del 10/02/2023

    Decisione che ha annullato senza rinvio la precedente sentenza di applicazione pena, rilevando la errata ricognizione della qualificazione del fatto da parte del giudice di rinvio e determinando il travolgimento integrale della pronuncia impugnata, con conseguente celebrazione del nuovo giudizio ex novo.

Massime di principio

  • Se la sentenza impugnata viene successivamente annullata senza rinvio e il procedimento e' destinato a svolgersi ex novo, il ricorso intervenuto perde di interesse e puo' essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • L'annullamento senza rinvio che travolge integralmente la decisione impugnata ricolloca le parti nella situazione iniziale, consentendo la rinegoziazione di eventuali accordi sulla pena o l'adozione di nuove scelte difensive; le censure rivolte alla pronuncia precedente diventano in tale caso inidonee a produrre effetti concreti.
  • Le contestazioni relative a quantificazione della pena accessoria o allo scomputo di pene per reati prescritti devono essere riportate e valutate nel nuovo giudizio; non possono sopperire a una sopravvenuta mancanza di interesse derivante da annullamento integrale.
  • La rinuncia del ricorrente puo' influire sull'esito processuale, ma la dichiarazione di inammissibilita' puo' fondarsi anche su ragioni oggettive sopravvenute determinate da decisioni di grado superiore.
  • In casi di patteggiamento, ogni profilo di illegittimita' relativo alla motivazione o alla quantificazione delle pene e delle pene accessorie va tempestivamente dedotto e, se sopravvengono pronunce che travolgono integralmente la sentenza, le parti devono riconsiderare la strategia nel nuovo giudizio.

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