Sentenza del 04/02/2015 n. 1982 - Corte di Cassazione
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Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR del Lazio che aveva annullato l'avviso di liquidazione con cui era stata revocata alla S.r.l. Mercurio 23 l'agevolazione sull'imposta di registro prevista dall'art. 1, punto 5, della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, per non avere rivenduto l'immobile entro il termine triennale. Il primo motivo riguardava l'inammissibilità dell'appello proposto dal liquidatore l'8 maggio 2008, poiché la società era già stata cancellata dal registro delle imprese il 9 febbraio 2005 e, quindi, si era estinta. Il secondo motivo, relativo all'applicabilità della proroga biennale prevista dalla L. n. 289 del 2002, art. 11, commi 1 e 1-bis, è rimasto assorbito.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo inammissibile l'appello perché proposto in nome della società ormai estinta, anziché dai suoi soci, quali successori della società. Ha quindi cassato senza rinvio la sentenza impugnata, ai sensi dell'art. 382, comma 3, c.p.c., dichiarando inammissibile l'appello. Non è stata esaminata la questione sostanziale relativa alla decadenza dall'agevolazione e alla proroga biennale. Le spese dell'appello e del giudizio di cassazione sono state integralmente compensate a causa delle oscillazioni giurisprudenziali sulla materia.
Norme richiamate
D.P.R. n. 131 del 1986, art. 1, punto 5, della Tariffa allegata
Prevedeva il beneficio fiscale sull'imposta di registro per l'acquisto dell'immobile, subordinato al trasferimento dello stesso entro il successivo termine triennale.
D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, comma 2
Disciplina il termine triennale rilevante ai fini della decadenza dall'agevolazione fiscale; la questione non è stata tuttavia esaminata nel merito dalla Corte di cassazione.
L. n. 289 del 2002, art. 11, commi 1 e 1-bis
Prevedeva una possibile proroga biennale dei termini, la cui applicabilità al caso concreto era stata contestata dall'Agenzia delle Entrate, ma il relativo motivo è rimasto assorbito.
Codice di procedura civile, art. 299 e seguenti
Regolano l'interruzione del processo quando si verifica l'estinzione di una parte durante il giudizio, consentendo la successiva prosecuzione o riassunzione nei confronti dei successori.
Codice di procedura civile, art. 382, comma 3
Consente alla Corte di cassazione, quando non è possibile proseguire il giudizio, di cassare la sentenza senza rinvio; nel caso concreto è stato utilizzato per dichiarare inammissibile l'appello.
Codice di procedura civile, art. 110
Individua la successione nel processo in caso di estinzione della parte, consentendo ai soci della società estinta di subentrare nel giudizio.
Codice civile, art. 1722, n. 4
È stato richiamato in relazione agli effetti dell'estinzione della società sul mandato e sulla rappresentanza processuale del liquidatore.
Codice di procedura civile, art. 83
Disciplina la procura alle liti e i poteri di rappresentanza processuale; il liquidatore non poteva proporre validamente l'appello in nome di una società già estinta.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 6070 del 2013
A seguito della cancellazione dal registro delle imprese di una società, si verifica l'estinzione della società medesima, fatto che impedisce che la stessa possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio.
La cancellazione dal registro delle imprese determina l'estinzione della società. Da quel momento la società non può più compiere validamente atti processuali; le impugnazioni devono essere proposte dai soci o nei loro confronti, quali successori della società.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 15295 del 2014
Ha confermato la distinzione tra gli effetti dell'estinzione delle società e quelli derivanti dalla morte o dall'incapacità della persona fisica, con riferimento alla possibilità del procuratore di compiere atti processuali nei successivi gradi.
Massime di principio
- La cancellazione di una società dal registro delle imprese comporta, secondo l'indirizzo delle Sezioni Unite richiamato dalla sentenza, l'estinzione della società e la perdita della sua capacità di agire o resistere in giudizio.
- Se la società si estingue mentre è pendente un processo, il giudizio può essere interrotto e successivamente proseguito o riassunto dai soci o nei loro confronti, in quanto successori della società.
- Un'impugnazione proposta in nome di una società già estinta è normalmente inammissibile; deve invece essere proposta dai soci o contro i soci, salvo il rispetto delle specifiche regole sull'interruzione e sulla riassunzione.
- Quando la Corte dichiara inammissibile l'impugnazione per un vizio processuale, le questioni sostanziali, come la spettanza di un'agevolazione fiscale o il computo dei termini di decadenza, possono non essere esaminate.
- In presenza di significative oscillazioni giurisprudenziali, il giudice può compensare integralmente le spese, anche se una parte risulta processualmente vittoriosa.
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