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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31932/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Greco Dora ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Paola che aveva rigettato la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione. Ha dedotto che l'edificio, sebbene assentito, insisteva in una zona non edificabile per frane in atto o recenti; dalla relazione tecnica comunale risultava che la rimozione delle opere di sostegno indicate nella sentenza di condanna avrebbe esposto il fabbricato al pericolo di crollo a causa dell'instabilità del terreno. Perciò ha contestato l'omissione da parte del giudice di accertare se la demolizione potesse essere eseguita senza conseguenze pregiudizievoli per la pubblica e privata incolumità o senza compromettere la stabilità del fabbricato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Pur richiamando correttamente i principi che regolano la materia (tra cui la necessità, per revoca o sospensione dell'ordine di demolizione, di accertare la plausibile adozione di un provvedimento amministrativo di sanatoria e la valutazione dell'interesse pubblico al mantenimento delle opere), la Corte ha censurato l'ordinanza impugnata per non essersi confrontata adeguatamente con le questioni di fatto poste dalla ricorrente circa la condizione dei luoghi, gli interventi eseguiti e le finalità degli stessi, nonché con le risultanze segnalate dagli organi pubblici. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato l'ordinanza e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Paola, in diversa composizione.

Norme richiamate

  • art. 31, d.P.R. n. 380 del 2001

    La revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione ex art. 31 implica che il giudice dell'esecuzione verifichi se sussistono elementi che rendano plausibile l'imminente adozione di un provvedimento amministrativo di accoglimento (es. sanatoria).

  • Principio giurisprudenziale sulla ripartizione dell'onere probatorio nelle esecuzioni per reati edilizi (Corte di Cassazione, sez. 3)

    richiami a Sez. 3, n. 9145/2015; Sez. 3, n. 31031/2016; Sez. 3, n. 1158/2016

    Non sussiste un onere probatorio pieno a carico del soggetto che chiede la sospensione o la revoca: è richiesto un onere di allegazione, cioè la prospettazione dei fatti rilevanti; spettano poi al giudice gli accertamenti necessari.

Massime di principio

  • Chi chiede la revoca o la sospensione di un ordine di demolizione deve allegare fatti concreti che rendano plausibile un intervento amministrativo favorevole (es. istanza di sanatoria con elementi oggettivi che ne rendano probabile l'accoglimento).
  • L'onere della parte è di allegazione, non di fornire la prova completa: il giudice dell'esecuzione deve svolgere gli accertamenti necessari sulle circostanze addotte.
  • Il giudice dell'esecuzione, nel decidere su revoca/sospensione, deve valutare anche l'esistenza di interessi pubblici prevalenti al mantenimento delle opere abusive rispetto all'interesse al ripristino dell'assetto urbanistico.
  • Se il provvedimento impugnato non affronta adeguatamente le questioni di fatto rilevanti (es. condizioni del terreno, rischio di crollo, opere di sostegno esistenti), la Corte di Cassazione può annullarlo con rinvio per nuovo esame in diversa composizione.
  • Nei casi in cui la demolizione possa creare pericolo per la pubblica o privata incolumità, il giudice deve valutare soluzioni alternative o cautele tecniche prima di disporre l'esecuzione se tali elementi sono prospettati e non manifestamente infondati.

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