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Sentenza

Sentenza n. 5037/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per l'ottemperanza, della sentenza del Consiglio di Stato - sez. II n. -OMISSIS-/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202402974

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Comune nell’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato che gli imponeva di definire l’istanza relativa a interventi edilizi e SCIA contestati

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria confinante)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva chiesto al Comune di svolgere le verifiche sugli interventi edilizi realizzati dai proprietari dell’immobile confinante, di valutare l’inefficacia o illegittimità delle DIA e della SCIA presentate, di accertare eventuali abusi edilizi e violazioni della normativa antisismica e di adottare, se necessario, i provvedimenti sanzionatori. Dopo l’accoglimento dell’originario ricorso da parte del Consiglio di Stato, che aveva accertato l’obbligo del Comune di esitare l’istanza, l’amministrazione è rimasta inerte. In una precedente sentenza di ottemperanza il Consiglio di Stato aveva quindi assegnato al Comune un termine per provvedere e nominato un Commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia. Decorso inutilmente il termine, il Commissario, autorizzato a operare anche mediante delega, ha svolto la ricognizione delle pratiche edilizie. Ha ritenuto legittime due DIA relative a interventi sul capannone artigianale, mentre ha qualificato come nuova costruzione, e non come mera realizzazione di terrazzi o intervento soggetto a SCIA, l’opera oggetto della SCIA del 2017. Ha rilevato l’incremento volumetrico, la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica strutturalmente autonomo e il contrasto con la disciplina urbanistica della zona A, nella quale era imposta la conservazione dei volumi e non erano consentiti interventi di nuova costruzione. Ha quindi ritenuto la SCIA inefficace per erroneo inquadramento dell’intervento e inesatta asseverazione, adottando la dichiarazione di inefficacia e le ordinanze di demolizione e ripristino, successivamente rinnovate nei confronti degli eredi di uno dei responsabili dell’abuso deceduto nelle more.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato definito il giudizio di ottemperanza, ritenendo che il Commissario ad acta avesse dato piena e completa esecuzione alla sentenza del 2023. L’obbligo giudiziale consisteva nella definizione dell’istanza della proprietaria, non nell’accoglimento delle sue specifiche prospettazioni; tale obbligo è stato adempiuto mediante la ricognizione delle pratiche, la valutazione distinta dei titoli edilizi e l’adozione dei provvedimenti ritenuti necessari. Il Collegio ha preso atto che non erano state proposte opposizioni all’operato del Commissario né impugnazioni dei provvedimenti adottati. Ha inoltre escluso l’interruzione del giudizio per il decesso di uno degli intimati, poiché l’evento era stato documentato dal Commissario ad acta, soggetto non qualificabile come parte processuale né come ufficiale giudiziario, e non ricorreva quindi alcuna delle modalità tassative previste dalla disciplina processuale; in ogni caso, gli eredi erano stati direttamente destinatari dei provvedimenti e posti in condizione di difendersi. Le spese di lite sono state poste a carico del Comune e degli intimati, nella misura di € 2.000 ciascuno, oltre accessori e contributo unificato per metà ciascuno. Il compenso del Commissario ad acta, liquidato in € 6.000 oltre accessori, è stato posto a carico del Comune inadempiente.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    per l’esecuzione integrale della sentenza

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza e consentono al giudice amministrativo di imporre l’esecuzione del giudicato e di nominare un Commissario ad acta.

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e dei poteri esercitati dal Consiglio di Stato.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Richiamato nell’istanza originaria quale fondamento dei poteri di autotutela sugli atti e titoli edilizi.

  • art. 19, comma 9-bis, l. 241/1990

    Richiamato dal Commissario in relazione ai poteri di intervento sulle attività soggette a SCIA; secondo la ricostruzione recepita, il termine ordinario di trenta giorni non opera quando la SCIA è inefficace perché l’intervento non era astrattamente realizzabile mediante SCIA.

  • art. 3, comma 1, lett. b), d) ed e), d.P.R. 380/2001

    La realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica con incremento volumetrico è stata qualificata come nuova costruzione e non come manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia o intervento pertinenziale soggetto a SCIA.

  • art. 10, comma 1, lett. a), d.P.R. 380/2001

    Gli interventi di nuova costruzione sono subordinati al permesso di costruire.

  • art. 22 d.P.R. 380/2001

    La SCIA edilizia non costituisce titolo idoneo per un intervento qualificabile come nuova costruzione.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    È stato applicato quale fondamento dei provvedimenti di demolizione e ripristino relativi alle opere realizzate senza idoneo titolo abilitativo.

  • art. 79, comma 2, c.p.a.

    Richiamato per escludere l’interruzione del giudizio in assenza di una modalità processuale idonea a documentare l’evento interruttivo.

  • art. 300, comma 4, c.p.c.

    il processo è interrotto dal momento in cui il fatto interruttivo è documentato dall'altra parte, o è notificato ovvero è certificato dall'ufficiale giudiziario nella relazione di notificazione di uno dei provvedimenti di cui all'articolo 292 c.p.c.

    Le modalità di rilevanza processuale del decesso sono tassative; la documentazione dell’evento da parte del Commissario ad acta, non parte del giudizio né ufficiale giudiziario, non ha determinato l’interruzione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il giudicato impone all’amministrazione di definire un’istanza, l’obbligo di esecuzione si considera adempiuto se l’amministrazione, o il Commissario ad acta, svolge l’istruttoria e adotta una determinazione espressa, anche se il contenuto della determinazione non coincide con la prospettazione sostanziale dell’istante.
  • La sentenza che accerta l’obbligo dell’amministrazione di provvedere non impone necessariamente l’adozione di un determinato esito provvedimentale, salvo che il giudicato contenga specifici vincoli conformativi sul contenuto della decisione.
  • Un intervento edilizio che comporti incremento volumetrico e la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica strutturalmente autonomo costituisce nuova costruzione e richiede il permesso di costruire; non può essere validamente ricondotto alla manutenzione straordinaria o alla SCIA edilizia mediante una diversa qualificazione formale dell’opera.
  • Quando l’intervento non rientra oggettivamente tra quelli realizzabili mediante SCIA, la scadenza del termine ordinario per l’esercizio dei poteri inibitori non impedisce l’esercizio dei poteri di vigilanza e sanzionatori propri dell’abusività edilizia.
  • Nel giudizio di ottemperanza, il decesso di una parte non costituita non determina automaticamente l’interruzione del processo se l’evento non è documentato, notificato o certificato secondo le modalità tassativamente previste dalla disciplina processuale; la mera attestazione del Commissario ad acta, non parte processuale né ufficiale giudiziario, non è sufficiente a tale effetto.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniDestinazioni d'uso e zone omogeneeGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereSilenzio della pubblica amministrazioneEfficacia ed esecutorietà

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