Sentenza n. 7497/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'ottemperanza della Sentenza n.° 5440/2025 emessa dal Tribunale di Roma, resa pubblica in data 10.05.2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma che aveva riconosciuto il diritto al beneficio economico annuale della Carta elettronica del docente per l'anno scolastico 2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, n. 5440/2025, passata in giudicato. La sentenza civile aveva dichiarato il diritto del docente a usufruire del beneficio economico di 500 euro annui tramite la Carta elettronica del docente per l'anno scolastico 2022/2023 e aveva condannato il Ministero ad attribuire la Carta per il valore corrispondente, oltre interessi o rivalutazione. Il ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione. Il Ministero e l'Ufficio Scolastico Regionale si sono costituiti con un atto di stile, senza fornire chiarimenti o dimostrare l'avvenuta esecuzione del giudicato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che l'Amministrazione non aveva fornito elementi in ordine alla corretta esecuzione della sentenza e che, secondo i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, la pretesa del ricorrente doveva essere accolta. In sede di ottemperanza non possono essere rimessi in discussione i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudicato. Il TAR ha quindi dichiarato l'obbligo dell'Amministrazione di dare esecuzione alla sentenza civile entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione resistente competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli 60 giorni dalla scadenza del termine concesso all'Amministrazione e subordinando l'intervento alla richiesta del ricorrente. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in 250 euro oltre accessori di legge, nonché al rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base del giudizio di ottemperanza volto a ottenere l'esecuzione del giudicato nei confronti dell'Amministrazione.
art. 1, commi 121 e ss., l. 107/2015
La sentenza civile oggetto di ottemperanza aveva riconosciuto il diritto al beneficio economico della Carta elettronica del docente previsto da tali disposizioni.
art. 22, comma 36, l. 724/1994
La sentenza civile aveva previsto interessi o rivalutazione dalla data in cui il beneficio avrebbe dovuto essere accreditato fino alla concreta attribuzione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve dare esecuzione al contenuto precettivo del giudicato senza rimettere in discussione i presupposti della pretesa già definitivamente riconosciuta dal giudice della cognizione.
- Quando il ricorrente allega l'inadempimento di un obbligo derivante da un giudicato e l'Amministrazione non dimostra né chiarisce l'avvenuta esecuzione, la domanda di ottemperanza può essere accolta sulla base dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.
- L'accertamento dell'obbligo di eseguire il giudicato può essere accompagnato dall'assegnazione di un termine all'Amministrazione e dalla nomina preventiva di un commissario ad acta, destinato a operare in caso di ulteriore inerzia e previa richiesta dell'interessato.
- Nel giudizio di ottemperanza le spese seguono la soccombenza; il commissario ad acta può essere nominato senza compenso quando ciò è previsto dalla decisione.
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