Ordinanza n. 4474/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro un'ordinanza comunale di demolizione e ripristino relativa a interventi edilizi abusivi
Esito
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di demolizione n. 18/2017, con la quale era stata ingiunta la demolizione e la riduzione in pristino di un appartamento, del giardino pertinenziale, del terrazzo coperto e di un box auto. Ha dedotto di essere estranea alla realizzazione degli abusi, dei quali avrebbe avuto conoscenza soltanto dopo l'acquisto dell'immobile, e di avere presentato un progetto di sanatoria il 10 dicembre 2009 senza ottenere un riscontro tempestivo. Ha inoltre lamentato che l'ordinanza fosse stata adottata dopo circa nove anni dal primo accertamento comunale del 13 marzo 2009. I motivi d'appello hanno riguardato la violazione degli artt. 3 e 21 della l. 241/1990, il difetto di motivazione e di istruttoria, l'erronea valutazione dei presupposti per l'applicazione del d.P.R. 380/2001, la violazione dell'art. 36 del d.P.R. 380/2001 per la mancata definizione del procedimento di sanatoria, nonché la violazione dell'art. 34 del medesimo decreto, sostenendo che la demolizione del piano terra avrebbe potuto compromettere la statica dell'intero fabbricato. È stata altresì dedotta l'erronea valutazione della documentazione, il travisamento dei fatti e l'omessa ponderazione della possibilità di applicare una sanzione pecuniaria in luogo della demolizione.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell'appello. Ha rilevato che il fabbricato è destinato ad abitazione da numerosi anni e che l'amministrazione, pur conoscendo la situazione almeno dal sopralluogo del 13 marzo 2009, aveva adottato il provvedimento demolitorio soltanto nel giugno 2017. Ha inoltre ritenuto non implausibile che la demolizione limitata al piano terra potesse incidere negativamente sulla statica dell'intero fabbricato, anche perché l'ordinanza non chiariva in modo univoco l'effettiva estensione degli interventi demolitori. Con una precedente ordinanza il Collegio aveva quindi disposto una verificazione tecnica, da svolgersi da parte di funzionari del Comune individuati dal sindaco, volta ad accertare le attuali condizioni del manufatto e i rischi derivanti dall'esecuzione della demolizione. Aveva inoltre indicato l'opportunità che l'amministrazione riesaminasse il progetto di sanatoria del 2009 e valutasse eventuali soluzioni compatibili con la parziale conservazione dello stato di fatto, considerando anche che una quota rilevante dei volumi risultava autorizzata, sebbene con diversa destinazione. I verificatori hanno chiesto una proroga di novanta giorni per carenza di organico; il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta, riducendo la proroga a sessanta giorni, mantenendo ferme le modalità di svolgimento dell'incarico e la partecipazione dell'appellante agli accertamenti. La causa è stata rinviata all'udienza del 17 novembre 2026 e le spese sono state riservate alla decisione definitiva.
Norme richiamate
artt. 3 e 21 l. 241/1990
Norme richiamate dall'appellante in relazione al difetto di motivazione e agli altri vizi dell'azione amministrativa; l'ordinanza non definisce nel merito tali censure.
art. 34 d.P.R. 380/2001
Richiamato con riguardo alla possibilità di sostituire la demolizione con una sanzione pecuniaria e alla necessità di verificare se la demolizione possa compromettere la statica dell'intero fabbricato; la questione è stata rimessa ad accertamento tecnico.
art. 36 d.P.R. 380/2001
Richiamato dall'appellante per la mancata definizione del procedimento di sanatoria; l'ordinanza non decide definitivamente la relativa censura.
Massime di principio
- Quando l'esecuzione di un ordine di demolizione può incidere sulla stabilità dell'intero fabbricato, il giudice amministrativo può disporre una verificazione tecnica sulle condizioni attuali del manufatto e sui rischi connessi all'intervento demolitorio prima di definire il merito della controversia.
- Qualora l'ordinanza di demolizione non chiarisca con sufficiente precisione l'estensione degli interventi da eseguire, l'accertamento tecnico può essere funzionale a verificare la concreta portata dell'ordine e la sua compatibilità con la sicurezza strutturale dell'edificio.
- Nel corso del giudizio sull'ordinanza di demolizione, l'amministrazione può essere chiamata a riesaminare una precedente istanza di sanatoria e a valutare soluzioni alternative compatibili con la parziale conservazione dello stato di fatto, considerando la natura e l'entità degli interventi contestati e l'eventuale esistenza di volumi già autorizzati per una diversa destinazione.
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