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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24622/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto tre motivi: 1) violazione dell'art. 131-bis c.p. e vizio di motivazione per il diniego della causa di non punibilità (sosteneva che il giudice aveva errato nell'indicare l'articolo di riferimento); 2) violazione degli artt. 455 e 457 c.p. e mancata riqualificazione ex art. 477 c.p., deducendo che non vi sono elementi che provino la consapevolezza della falsità delle banconote al momento della ricezione e che la mera detenzione non può dimostrare la volontà di immetterle in circolazione; 3) violazione degli artt. 132, 133 e 99 c.p. e dell'art. 568, comma 4, c.p.p. con riferimento alla ritenuta recidiva infraquinquennale e alla mancata deduzione di interesse ad impugnare una circostanza aggravante ritenuta sub-valente nel giudizio di comparazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha rigettato il primo motivo (confermando che la serialità dei fatti ostava all'applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p.) e il secondo motivo (confermando la qualificazione per il reato di spendita/possesso finalizzato alla spendita ex art. 455 c.p., sulla base di un complesso di indicatori quali pluralità delle banconote, taglio elevato, comportamento geografico e modalità di spesa). Ha invece accolto il terzo motivo: la Corte ha ritenuto che l'imputato abbia interesse a impugnare il riconoscimento della recidiva anche se questa era risultata sub-valente nel giudizio di comparazione; perciò ha annullato la parte della sentenza relativa alla recidiva e l'intero trattamento sanzionatorio con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Torino per nuovo esame limitatamente agli effetti sanzionatori. Per il resto il ricorso è stato respinto e le condanne sostanziali confermate.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità non è applicabile se il comportamento è abituale/seriale; la Corte ha ritenuto che la pluralità di illeciti desumeva l'abitualità e quindi ostava all'applicazione di 131-bis.

  • art. 455 cod. pen.

    Regola la spendita e messa in circolazione di monete false con consapevolezza fin dal momento della ricezione; la Corte ha ritenuto che la pluralità e le modalità degli episodi dimostrassero la consapevolezza dell'imputato.

  • art. 457 cod. pen.

    Prevede la buona fede ovvero la consapevolezza acquisita successivamente; la distinzione tra 455 e 457 è stata valorizzata: la mera detenzione è irrilevante salvo indizi della volontà di spendita.

  • art. 477 cod. pen.

    Consentirebbe la riqualificazione del fatto, ma la Corte ha ritenuto infondata la richiesta di riqualificazione in assenza di una confutazione puntuale degli elementi considerati dal giudice di merito.

  • art. 132 cod. pen.

    Disciplinante la determinazione della pena; invocata in rapporto alla valutazione della recidiva e del relativo impatto sulla pena.

  • art. 133 cod. pen.

    Principi per la determinazione della pena; richiamato in relazione alla contestata esclusione della recidiva e alla determinazione sanzionatoria.

  • art. 99 cod. pen.

    Valutazione della recidiva e della sua incidenza sulla personalità dell'imputato; la Corte ha spiegato che il riconoscimento della recidiva incide sul disvalore e quindi legittima l'interesse ad impugnare.

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Riferito alla rilevanza dell'interesse ad impugnare circostanze aggravanti; la Corte ha esaminato la giurisprudenza e ritenuto che l'interesse sussiste anche quando l'aggravante è sub-valente.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020 n.137 (conv. Legge 18/12/2020 n.176)

    Norma processuale emergenziale che disciplina la trattazione scritta e la facoltà di non richiedere discussione orale in Cassazione; applicata procedimentalmente nel caso.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità ex art. 131-bis non si applica se emerge abitualità o serialità di illeciti: più di due illeciti oltre quello processato sono indizio ostativo.
  • Nelle ipotesi di detenzione di banconote contraffatte, la distinzione tra art. 455 e 457 c.p. dipende dalla consapevolezza al momento della ricezione; la pluralità, l'entità del taglio e modalità di spesa (es. comprare beni di basso costo pagando con banconote alte e dileguarsi) sono indicatori ammissibili per inferire la consapevolezza.
  • La mera contestazione astratta non è sufficiente in Cassazione: il ricorrente deve confrontarsi specificamente con il singolo ragionamento motivazionale del giudice di merito e con gli elementi fattuali coordinati usati per la decisione.
  • Il riconoscimento della recidiva costituisce profilo rilevante e lesivo della sfera giuridica dell'imputato: anche se sub-valente nel bilanciamento con le attenuanti, l'imputato ha interesse a impugnare perché l'esclusione della recidiva può incidere concretamente sulla qualificazione del fatto e sul trattamento sanzionatorio.
  • Se la Corte di legittimità annulla solo la valutazione di una circostanza aggravante come la recidiva, può disporre l'annullamento parziale e il rinvio per la riconsiderazione della pena e del trattamento sanzionatorio.

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