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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22853/2024 del 06/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Dall'accesso agli atti è emerso che il documento firmato dall'interessato (datato 28/05/2020) e autenticato dall'avv. Francesco Paone era presente nel fascicolo; il documento privo di firma era la versione pdf derivata dalla conversione. Per tale motivo la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo esame al Presidente del Tribunale di Taranto.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che ha rigettato l'opposizione all'inammissibilità dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato; il provvedimento impugnato aveva ritenuto inammissibile la domanda perché la dichiarazione sostitutiva depositata il 28/05/2020 non riportava la firma dell'interessato. Il ricorrente deduce tre censure: (i) carenza o motivazione apparente ai sensi dell'art. 125 c.p.p. relativamente all'affermazione di mancata firma; (ii) errore nel considerare un file pdf (derivato dalla conversione da Word) privo di firma quando invece l'originale e la copia in atti recano la sottoscrizione autenticata dal difensore; (iii) violazione del principio "tantum devolutum quantum appellatum" e del perimetro dell'impugnazione (art. 99 d.P.R. n.115/2002), perché il giudice avrebbe esteso l'indagine a un punto non dedotto dall'atto di impugnazione, senza consentire alle parti di interloquire.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Il principio dell'adeguata motivazione è stato applicato per censurare decisioni che affermano l'assenza di una firma senza esame effettivo dell'atto originale; il giudice deve motivare in maniera non apparente sui rilievi di fatto rilevanti.

  • art. 99 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Norma di settore sul patrocinio a spese dello Stato; richiamata nella critica in ordine al perimetro dell'opposizione e al rispetto del tema dell'impugnazione, ossia che il giudice dell'opposizione non deve estendere l'indagine oltre quanto dedotto.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Consente al Procuratore Generale di formulare conclusioni in sede di Cassazione; nella vicenda il P.G. ha ritenuto fondato il ricorso e ha chiesto l'annullamento con rinvio.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 8521 del 09/01/2013 (Chahid, Rv. 255304)

    Affermato il principio dell'accesso diretto agli atti per censurare vizi procedurali: dall'esame dei documenti in atti può risultare la fondatezza della censura sulla mancata verifica dell'originale.

Massime di principio

  • Se il rigetto di una istanza (es. ammissione al patrocinio) è fondato sulla presunta mancanza di firma, il giudice deve verificare l'originale presente negli atti e motivare adeguatamente la valutazione sulla sottoscrizione.
  • La mera presenza di una versione digitale (pdf) priva di firma, derivante da conversione, non può automaticamente sostituire l'accertamento dell'originale cartaceo sottoscritto e autenticato; l'operatore deve verificare l'atto originale o la copia autenticata nel fascicolo.
  • In sede di opposizione e impugnazione va rispettato il principio "tantum devolutum quantum appellatum": il giudice non può estendere l'indagine a questioni non ricomprese nel tema dell'impugnazione senza dare alle parti la possibilità di difendersi.
  • La mancanza di motivazione o la motivazione apparente su fatti decisivi (come la sottoscrizione di un documento) è causa di annullamento e rinvio: la Corte di legittimità tende a tutelare la correttezza del procedimento formale e il diritto di difesa.
  • È importante allegare e conservare in atti l'originale firmato o copie/autentiche con attestazione di conformità e, se possibile, far autenticare la sottoscrizione dal difensore per prevenire contestazioni formali sulla validità dei documenti.

Testo integrale

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