Cassazione Penale, Sentenza n. 31677/2024 del 02/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di restituzione dell'autovettura intestata formalmente alla ricorrente e sottoposta a sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata (art. 321, comma 2 c.p.p. e art. 240‑bis c.p.). La ricorrente contestava: 1) la nullità per carenza di motivazione dell'ordinanza del GIP, poiché questa richiamava per relationem il parere del P.M. non materialmente allegato e reso disponibile tardivamente; 2) l'erronea valutazione del requisito della "disponibilità" del bene da parte dell'indagato (Hysaj Genk) e l'uso di elementi quali la sproporzione tra redditi leciti e valore del veicolo per dedurre un'intestazione fittizia.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. Sul punto 1) il ricorso è stato ritenuto generico perché la ricorrente non ha dimostrato che il parere del P.M. non fosse ostensibile né che il ritardo nella sua disponibilità le avesse precluso in modo irrimediabile l'esercizio dei mezzi di difesa. Sul punto 2) la Corte ha ritenuto che il Tribunale di Livorno avesse fornito una motivazione conforme ai criteri di coerenza, completezza e ragionevolezza: la qualificazione dell'intestazione come fittizia e la ricostruzione della disponibilità sostanziale del veicolo in capo all'indagato sono state fondate su plurimi elementi concordanti (convivenza, sproporzione redditi/impegno d'acquisto, mancanza di fonti lecite aggiuntive, uso del veicolo da parte dell'indagato come unico mezzo disponibile, esportazione di altro veicolo, prossimità temporale tra acquisto e attività illecita dell'indagato). La Corte ha inoltre confermato che la sola sproporzione tra redditi del terzo e valore del bene non è di per sé sufficiente a provare l'intestazione fittizia, ma può costituire un elemento a supporto se integrato da altri indizi di gravità, precisione e concordanza. Infine, è stato rilevato che il sequestro riguarda un bene indivisibile (autovettura) e non è operativa la limitazione proporzionale per quote dell'indagato.
Norme richiamate
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Norma richiamata quale fondamento del sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte ha ritenuto che il requisito della confisca allargata fosse valutato correttamente dal Tribunale alla luce degli elementi indiziari raccolti.
art. 240-bis cod. pen.
La presunzione di illiceità delle accumulazioni patrimoniali opera nei confronti dell'indagato, non automaticamente rispetto a terzi intestatari; tuttavia la sproporzione tra valore del bene e redditi del terzo può essere un elemento probatorio se connesso ad altri indizi (convivenza, disponibilità effettiva, temporaneità ecc.).
art. 73 e art. 80 d.p.r. 309/90
Norme penali sul traffico di stupefacenti: costituenti il reato-spia che ha qualificato la gravità dell'attività illecita dell'indagato e ha contribuito alla valutazione della ragionevolezza della provenienza dei fondi impiegati per l'acquisto.
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Disposizione invocata in tema di motivazione e nullità: la Corte ricorda i criteri per la motivazione per relationem e sottolinea che l'assenza di allegazione materiale del parere del P.M. non determina automaticamente la nullità se l'atto era ostensibile e la parte non dimostra pregiudizio irreparabile.
art. 322-bis e art. 324 cod. proc. pen.
Norme relative ai rimedi contro i provvedimenti cautelari: richiamate per qualificare i soggetti legittimati al gravame e la rilevanza dei motivi suscettibili di impugnazione.
art. 606 cod. proc. pen. (lett. c) ed e))
Norme sui motivi di ricorso per cassazione: la Corte distingue la genericità del motivo (lett. c) e la distinzione tra violazione di legge e valutazioni sulla motivazione/illogicità manifesta (lett. e)).
art. 12-sexies decreto-legge 306/1992 (richiamato, ora art. 240-bis)
Richiamata storicamente come disciplina della presunzione relativa di illiceità delle accumulazioni patrimoniali; la Corte ricorda che tale presunzione non si estende automaticamente ai terzi intestatari.
Massime di principio
- La presunzione di illiceità prevista per la confisca allargata opera principalmente con riguardo alla posizione dell'indagato; l'intestazione formale a terzi non esclude automaticamente il sequestro se l'accusa dimostra, con elementi di gravità, precisione e concordanza, la fittizietà dell'intestazione.
- La sola sproporzione tra reddito leciti del terzo intestatario e valore del bene non è sufficiente a provare l'intestazione fittizia, ma costituisce un elemento indiziario rilevante se combinato con altri elementi (convivenza, utilizzo del bene, mancanza di fonti lecite, spostamenti/trasferimenti di altri beni, vicinanza temporale con l'attività illecita).
- Il giudice deve motivare con riferimento a elementi fattuali concreti e concatenati; la motivazione per relationem è legittima se il documento richiamato è ostensible e sufficiente a rendere comprensibile l'itinerario logico del giudice.
- La difesa che si lamenti dell'indisponibilità di atti richiamati per relationem dovrebbe dimostrare l'ostensibilità negata o l'irrimediabile pregiudizio derivante dal ritardo nella fornitura per rendere il motivo non generico e ammissibile in sede di legittimità.
- Quando il bene è indivisibile (es. autovettura) non opera la proporzionalità per quote a favore del soggetto partiario: il sequestro può riguardare l'intero bene se sussistono indizi della sua riconducibilità all'attività illecita.
- In casi analoghi è fondamentale documentare tempestivamente e con chiarezza la provenienza lecita dei fondi impiegati nell'acquisto (movimenti bancari, aiuti familiari, contratti, ecc.) per contrastare efficacemente l'ipotesi di intestazione fittizia.
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