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Sentenza

Sentenza n. 14163/2026 - Roma, Sezione 5B

Giustizia amministrativa202412888

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana per residenza, motivato da elementi di controindicazione penale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva presentato domanda di cittadinanza italiana per residenza il 17 dicembre 2021. Dopo il preavviso di rigetto, aveva dedotto l’illegittimità del diniego sostenendo, in primo luogo, l’erronea applicazione dell’art. 8 e la violazione dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990, dell’art. 9 della legge n. 91/1992 e dell’art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286/1998, lamentando anche la mancata considerazione delle osservazioni presentate in sede partecipativa e dei profili relativi alla procedura telematica. In secondo luogo, aveva dedotto eccesso di potere per carenza di istruttoria, erroneità dei presupposti e violazione dell’art. 97 Cost. Il diniego valorizzava una segnalazione del 2011 relativa a un originario procedimento per tentato omicidio doloso, successivamente derubricato in lesioni personali aggravate, con condanna in primo grado e successiva declaratoria di non luogo a procedere per prescrizione in appello. Il ricorrente sosteneva che il fatto fosse risalente, che l’esito penale fosse favorevole, che la condotta fosse di particolare tenuità e che la propria stabile occupazione e integrazione sociale imponessero una diversa valutazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo infondati tutti i motivi. Ha affermato che la condotta contestata, consistente nell’aggressione con un coltello all’addome della vittima per futili motivi e qualificata come lesioni personali aggravate, presenta una rilevanza particolarmente significativa ai fini della valutazione dell’idoneità del richiedente alla cittadinanza. La gravità del fatto consente di escludere la particolare tenuità, anche considerando la valutazione legislativa astratta connessa alla pena prevista per il reato. L’Amministrazione può valorizzare il fatto storico e la condotta concretamente tenuta anche quando il procedimento penale si sia concluso per prescrizione, poiché la valutazione amministrativa non ha natura sanzionatoria, ma è diretta ad apprezzare la personalità del richiedente, il grado di adesione ai valori dell’ordinamento e la prognosi sulla futura integrazione e affidabilità. La prescrizione, quale effetto del decorso del tempo, non attesta di per sé l’innocenza e non impedisce la considerazione amministrativa del comportamento, purché la valutazione sia adeguatamente motivata e istruita. Il giudice ha ritenuto che il decreto avesse esplicitamente considerato le osservazioni presentate dall’interessato e che fosse sorretto da adeguato corredo motivazionale e istruttorio, escludendo anche la violazione delle garanzie partecipative. La stabile occupazione e l’integrazione sociale sono state ritenute condizioni ordinarie e minime dello straniero regolarmente soggiornante, necessarie ma non sufficienti per ottenere la cittadinanza. È stata inoltre riconosciuta all’Amministrazione un’ampia valutazione prognostica, comprensiva anche di elementi di prevenzione e di astratta pericolosità sociale. Il ricorso è stato definitivamente respinto; le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. e), l. 91/1992

    Disciplina la concessione della cittadinanza italiana per residenza; il relativo procedimento comporta una valutazione discrezionale dell’idoneità, affidabilità e integrazione del richiedente.

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    È indicato nel fatto quale base normativa della domanda di cittadinanza, anche se la decisione qualifica la domanda come presentata ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. e).

  • art. 6, lett. b), l. 91/1992

    È richiamato quale parametro della particolare gravità di determinati reati, tali da precludere, in caso di condanna, persino l’acquisto della cittadinanza per matrimonio.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La partecipazione procedimentale è rispettata quando il preavviso di rigetto è seguito da una valutazione effettiva e motivata delle osservazioni dell’interessato.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    È richiamato per evidenziare che stabile occupazione e integrazione costituiscono condizioni ordinarie necessarie per il soggiorno regolare, ma non sono sufficienti per fondare il riconoscimento della cittadinanza.

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    È richiamato insieme all’art. 5, comma 5, per qualificare l’occupazione stabile e l’integrazione sociale come requisiti ordinari dello straniero regolarmente soggiornante.

  • art. 582 c.p.

    La fattispecie di lesioni personali aggravate, unitamente alle aggravanti richiamate, è valorizzata per la gravità della condotta violenta.

  • art. 585 c.p.

    È richiamato quale disposizione concorrente nella qualificazione delle lesioni personali aggravate considerate dall’Amministrazione.

  • art. 61, n. 1, c.p.

    È richiamato per l’aggravamento connesso ai futili motivi, elemento utilizzato per apprezzare la particolare gravità della condotta.

  • art. 97 Cost.

    La dedotta violazione dei principi di buon andamento e imparzialità è stata esclusa in ragione dell’adeguatezza dell’istruttoria e della motivazione del diniego.

Massime di principio

  • Nel procedimento di concessione della cittadinanza italiana per residenza, l’Amministrazione può fondare il giudizio negativo anche su condotte penalmente rilevanti risalenti e su fatti il cui procedimento penale si sia concluso per prescrizione, purché il fatto storico sia sufficientemente accertato e la valutazione amministrativa sia adeguatamente motivata e istruita.
  • La valutazione amministrativa delle condotte penalmente rilevanti ai fini della cittadinanza non ha natura sanzionatoria, ma mira ad accertare il grado di assimilazione dei valori dell’ordinamento, l’affidabilità del richiedente e la probabilità di una futura piena integrazione; pertanto può tenere conto del fatto storico anche indipendentemente dall’esito processuale penale.
  • La particolare gravità di una condotta violenta, desunta dalla sua concreta dinamica, dalla qualificazione giuridica e dalla pena astrattamente prevista, può escludere la rilevanza della sua risalenza temporale e giustificare la considerazione di fatti anteriori anche a un decennio.
  • La stabile occupazione e l’integrazione sociale dello straniero regolarmente soggiornante costituiscono condizioni ordinarie e necessarie per il soggiorno legale, ma non sono sufficienti, da sole, a fondare la concessione della cittadinanza italiana quando emergano elementi di inaffidabilità o di pericolosità.
  • Il preavviso di rigetto e le garanzie partecipative risultano rispettati quando l’Amministrazione esamina e considera le osservazioni dell’interessato, anche qualora pervenga motivatamente a una conclusione negativa diversa da quella auspicata.
  • La concessione della cittadinanza, quale ampliamento irrevocabile della comunità statale salvo i casi normativamente previsti, richiede una valutazione prognostica particolarmente cauta, diretta a escludere ragionevoli dubbi sull’adesione del richiedente ai valori costituzionali e sulla sua futura affidabilità.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleProporzionalità e ragionevolezza

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