Cassazione Penale, Sentenza n. 11005/2022 del 25/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per vizio di motivazione relativa al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Il ricorrente deduceva che la Corte di appello avesse equivocato le richieste contenute nell'atto di appello: invece di valutare le attenuanti generiche con giudizio di equivalenza rispetto alle aggravanti, la Corte avrebbe negato il riconoscimento delle attenuanti come prevalenti sulle aggravanti.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che, anche se l'atto di appello conteneva in modo larvato la richiesta di equivalenza delle attenuanti, la motivazione della sentenza impugnata contiene implicitamente il rigetto di tale richiesta. La Corte d'appello, in linea con il primo grado, ha valorizzato la recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale e la propensione a delinquere del ricorrente, ritenendo queste circostanze negative prevalenti sulle attenuanti in ragione della personalità dell'imputato. Tale valutazione è un giudizio di merito non sindacabile in sede di legittimità. La Corte ha inoltre ricordato che la motivazione del giudice di merito è adeguata se, con valutazione globale, spiega le ragioni del convincimento; le deduzioni difensive incompatibili con la decisione devono considerarsi implicitamente disattese. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Cass. Sez. 4, n. 1149 del 24/10/2005 (Mirabilia)
Affermato che il giudice di merito non è tenuto ad un'analisi approfondita di tutte le deduzioni delle parti; è sufficiente una valutazione globale che spieghi logicamente le ragioni del convincimento e dimostri di aver tenuto presente i fatti decisivi, per cui deduzioni difensive incompatibili con la decisione si considerano implicitamente disattese.
Cass. Sez. 6, n. 20092 del 04/05/2011 (Schowick)
Ribadito il principio che il dovere di motivazione è assolto con la valutazione globale delle deduzioni e risultanze; non è necessario esaminare nel dettaglio ogni singola deduzione se la decisione mostra chiaramente il ragionamento e i fatti decisivi considerati.
Massime di principio
- Se l'atto di appello contiene una richiesta formulata in modo non chiaro o "larvato", la corte di merito può ritenere implicitamente rigettata la richiesta se la motivazione della sentenza mostra che la richiesta è incompatibile con il convincimento motivazionale.
- La valutazione della personalità dell'imputato e della recidiva (specie se reiterata e infraquinquennale) può prevalere sulle circostanze attenuanti generiche; tale valutazione è apprezzamento di merito e non è sindacabile in Cassazione salvo vizi di diritto.
- In sede di legittimità la Corte controlla la correttezza della motivazione in termini di legalità e logicità, non la valutazione puntuale delle prove: una motivazione globale e logica è generalmente sufficiente.
- Per ottenere il riconoscimento delle attenuanti (in particolare la prevalenza su aggravanti o l'equivalenza), è preferibile formulare la richiesta in modo chiaro e specifico in appello e indicare i fatti e le prove a supporto, poiché richieste ambigue o implicite rischiano di essere ritenute implicitamente disattese.
- La Cassazione può rigettare il ricorso anche quando l'errore denunciato sia sostanzialmente una disputa sul merito delle valutazioni probatorie e della personalità dell'imputato, che restano in via principale di competenza del giudice di merito.
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