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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33300/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di ammissione alla liberazione condizionale ex art. 176 c.p. dopo aver scontato almeno 26 anni di pena per ergastolo; il ricorrente deduceva che il suo percorso detentivo e le attività risocializzanti (permessi premio, semilibertà, lavoro presso cooperativa sociale, partecipazione a progetti educativi) dimostravano il "sicuro ravvedimento" e che il Tribunale avesse valutato in modo contraddittorio e insufficiente la documentazione prodotta, omettendo di compiere gli approfondimenti d'ufficio richiesti dalla sentenza di annullamento precedente

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse compiuto una valutazione completa dei documenti e delle relazioni carcerarie, avendo adeguatamente colmato le carenze motivazionali indicate nella sentenza di annullamento. Pur riconoscendo progressi nel percorso trattamentale dell'Alletto, la Corte ha condiviso il giudizio del Tribunale secondo cui il ravvedimento, benché in atto, è di acquisizione relativamente recente e non si accompagna ancora a un riconoscimento pieno della sofferenza arrecata alle vittime; ne consegue l'assenza del requisito del "sicuro ravvedimento" necessario per concedere la liberazione condizionale. Al rigetto del ricorso è seguita la condanna del ricorrente alle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 176 cod. pen.

    "condannato a pena detentiva che, durante il tempo di esecuzione della pena, abbia tenuto un comportamento tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento .. di .. essere ammesso alla liberazione condizionale .."

    La Corte ribadisce che il requisito del "sicuro ravvedimento" va valutato sull'insieme dei comportamenti tenuti in esecuzione della pena e richiede una convinzione elevata, prossima alla certezza, sulla futura conformazione della condotta. Per gli ergastolani è richiesto lo scontamento di almeno 26 anni.

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata nel ricorso; non emergono elementi nel testo che ne modifichino l'interpretazione ordinaria.

  • art. 3 Cost.

    Citato dal ricorrente nell'assunto di violazione dei diritti fondamentali; la Corte non ritiene che la decisione di rigetto integri una lesione dei parametri costituzionali richiamati.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato in tema di tutela giurisdizionale e diritto di difesa; la Corte ha ritenuto congrua l'istruttoria e la motivazione del Tribunale, quindi non violato.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato rispetto alla finalità rieducativa della pena; la Corte applica tale principio integrando la valutazione del percorso trattamentale ma non desume che il principio imponga automaticamente la liberazione condizionale.

  • art. 111 Cost.

    Riferimento alle garanzie processuali; la decisione non è stata ritenuta contraria ai principi di giusto processo.

  • art. 117 Cost.

    Richiamato in relazione all'osservanza dei vincoli di diritto internazionale; la Corte ha ritenuto coerente la decisione con i parametri invocati.

  • Articoli 6, 7, 13, 14 Convenzione EDU

    Richiamati dal ricorrente; la Corte non ha ritenuto sussistente alcuna violazione dei diritti garantiti dalla Convenzione nella valutazione del Tribunale di sorveglianza.

  • Giurisprudenza di questa Corte (es. Sez. 1, n. 19818/2021 Vallanzasca; Sez. 1, n. 12782/2021 Minichini; Sez. 1, n. 486/2015 Caruso)

    La Corte richiama precedenti che definiscono i criteri del "sicuro ravvedimento": valutazione complessiva del percorso trattamentale, rilievo delle manifestazioni di interesse per la vittima e della volontà di eliminare o attenuare le conseguenze dannose del reato; la mera buona condotta non è sufficiente.

Massime di principio

  • Il "sicuro ravvedimento" va valutato sull'insieme del percorso trattamentale durante l'esecuzione della pena e non su singoli atti: il giudizio è prognostico e richiede elevata probabilità di futura conformazione alla legge.
  • La partecipazione a permessi premio, semilibertà e lavori sociali è rilevante ma non determinante: serve anche un riconoscimento consapevole e specifico del danno arrecato alle vittime.
  • Il mancato risarcimento materiale, se accompagnato dalla impossibilità obiettiva di adempiere, non esclude che il giudice valuti altri segnali di riparazione morale; tuttavia l'assenza di interesse verso le vittime può ostacolare la concessione del beneficio.
  • La corte può (e deve) integrare l'istruttoria d'ufficio se emergono dubbi; d'altra parte, l'assenza di motivazioni complete nella decisione di primo grado può condurre all'annullamento e al rinvio per ulteriore valutazione.
  • La recente acquisizione di consapevolezza sul disvalore del reato, se non consolidata nel tempo, può essere considerata insufficiente: la stabilità temporale e la profondità del percorso riflessivo sono elementi valutati negativamente se ritenuti ancora in formazione.
  • La prova del ravvedimento richiede, oltre al comportamento conforme alle prescrizioni, atti positivi e coerenti di revisione critica (es. iniziative di riparazione morale o materiale, impegno continuativo in attività rieducative, empatia concreta verso le vittime).
  • In caso di ergastolo la soglia temporale minima (es.: 26 anni) è necessaria ma non sufficiente; la decisione dipende principalmente dalla qualità e dalla persistenza del percorso rieducativo.

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