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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9642/2023 del 07/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, dichiarando che la Corte territoriale ha errato nel riformare l'assoluzione sulla base di diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive senza disporre la rinnovazione delle stesse ai sensi dell'art. 603, comma 3, c.p.p. Ha quindi annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte di Appello di Salerno per nuovo giudizio.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna per violazione del principio 'al di là del ragionevole dubbio' e per vizi di motivazione, denunciando che la Corte d'appello ha riformato l'assoluzione pronunciata in primo grado basandosi su una diversa valutazione delle dichiarazioni della persona offesa senza disporne la rinnovazione e senza fornire la motivazione rafforzata necessaria per ribaltare un verdetto assolutorio.

Norme richiamate

  • art. 603, comma 3, cod. proc. pen.

    art. 603, comma 3, cod. proc. pen.

    Il giudice d'appello che ritenga decisive le prove dichiarative sulla base di puntuali ragioni deve disporne la rinnovazione d'ufficio; non è possibile ribaltare un'assoluzione fondata su prove dichiarative senza la loro riassunzione, anche se le parti avessero rinunciato alla loro assunzione

  • principio del dubbio in dubbio 'al di là del ragionevole dubbio' (standard probatorio)

    La condanna penale richiede il superamento del canone probatorio; la Corte ha ritenuto che la valutazione diversa delle dichiarazioni decisive, senza rinnovazione probatoria e motivazione rafforzata, violi tale standard

Massime di principio

  • Se il Pubblico Ministero impugna un'assoluzione e il giudice d'appello ritiene decisive per la condanna le prove dichiarative raccolte in primo grado, il giudice è obbligato a disporre la rinnovazione di tali prove ai sensi dell'art. 603, comma 3, c.p.p.
  • Non è ammissibile ribaltare un verdetto assolutorio basandosi solo su una diversa valutazione delle dichiarazioni altrui senza riassumere le testimonianze o le dichiarazioni che avevano determinato l'assoluzione.
  • Quando la decisione di condanna si fonda su una diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive, la motivazione della sentenza di condanna deve essere rafforzata e puntuale; la mancanza di tale motivazione costituisce vizio rilevante.
  • La mancata rinnovazione delle prove dichiarative, quando richiesta dal principio di necessità probatoria, comporta l'annullamento della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio.
  • La rinuncia concorde delle parti alla rinnovazione delle prove non esclude l'obbligo del giudice d'appello di disporre d'ufficio la rinnovazione quando ne deriva l'impossibilità di ribaltare l'esito del primo grado senza nuova assunzione delle dichiarazioni

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