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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32885/2023 del 27/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Miceli deduce che la Corte di Appello ha riqualificato il fatto da ricettazione a furto (art. 624-bis) senza integrare il contraddittorio, configurando una reformatio in peius in ragione del diverso termine di prescrizione e della esclusione della sospensione dell'esecuzione per il nuovo titolo di reato; inoltre lamenta il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Lleshaj deduce vizio di motivazione per mancanza di valutazione delle sue dichiarazioni in ordine al capo B (contestazione relativa a fatti diversi), sostenendo che la Corte non ha compiuto specifici accertamenti su quanto riferito al momento del controllo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Quanto a Lleshaj, il ricorso è stato ritenuto generico: la motivazione della Corte di merito, che ha ritenuto i beni rinvenuti provenienti da un furto avvenuto poco prima e ha rilevato il rinvenimento di arnesi atti allo scasso, è immune da censure. Quanto a Miceli, la riqualificazione da ricettazione a furto è stata ritenuta lecita: la nuova qualificazione era prevedibile, non ha determinato una modifica 'in peius' del trattamento sanzionatorio (anzi ha comportato termini di prescrizione più favorevoli) e non ha impedito il rispetto del contraddittorio (con possibilità di rimedio in cassazione). Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche a Miceli è stato ritenuto motivato in modo non censurabile dalla presenza di precedenti e dalla mancanza di elementi positivi. I ricorrenti sono stati inoltre condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Il reato di furto in abitazione è stato ritenuto più adeguato alla fattispecie; la Corte ha applicato la norma in ragione della vicinanza temporale del furto al rinvenimento dei beni e degli strumenti atti allo scasso

  • art. 648 cod. pen.

    La contestazione originaria di ricettazione è stata esaminata e ritenuta meno aderente ai fatti rispetto alla qualificazione per furto; la norma è stata considerata nel confronto con la prova raccolta

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato: utilizzato per inquadrare la responsabilità di entrambi per i beni rinvenuti nel veicolo

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b) ed e))

    Richiamata in relazione ai vizî di motivazione e violazione di legge dedotti nei ricorsi; la Corte ha ritenuto i motivi formulati in modo generico o manifestamente infondati

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di ammissibilità dei motivi di cassazione richiamati; i ricorrenti hanno dovuto enunciare i motivi nei limiti previsti e la Corte ha valutato la loro ricostruzione come generica

  • artt. 157 e 161 cod. pen.

    Norme sulla prescrizione: la Corte ha confrontato i termini di prescrizione applicabili alla ricettazione e al furto e ha ritenuto che la riqualificazione non risultasse sfavorevole all'imputato, anzi determinava termini più brevi per la prescrizione originaria e quindi non comportava un peggioramento

  • art. 656 cod. proc. pen. (comma 9, lett. a))

    Citata in relazione all'eccezione dell'esclusione per il reato di cui al 624-bis della sospensione dell'esecuzione: la Corte ha distinto tra trattamento sanzionatorio e profili di esecuzione della pena, ritenendo irrilevante ai fini del divieto di reformatio in peius

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione al principio del giusto processo e al diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che tale principio non fosse stato violato dalla riqualificazione in appello, essendo la nuova qualificazione prevedibile e non comportando un peggioramento

  • art. 6 CEDU

    Richiamato quale parametro costituzionale-europeo sul giusto processo; la Corte ha interpretato la giurisprudenza della Corte EDU nel senso che la riqualificazione è ammissibile se prevedibile e se non priva l'imputato della possibilità di difendersi

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che permette la condanna alle spese e all'obolo in caso di inammissibilità: applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese e di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • Il giudice d'appello può procedere alla riqualificazione giuridica del fatto anche senza nuova istruttoria se la ridefinizione era sufficientemente prevedibile e non priva l'imputato della possibilità di difendersi
  • La reformatio in peius riguarda il trattamento sanzionatorio in senso stretto (specie e quantità della pena) e non ogni conseguenza connessa alla diversa qualificazione; se la nuova qualificazione non peggiora la posizione dell'imputato (es. termini di prescrizione più favorevoli), il divieto di reformatio in peius non opera
  • Il confronto sui termini di prescrizione è decisivo: una nuova qualificazione può essere favorevole o sfavorevole in termini di prescrizione e va valutata caso per caso; l'eventuale prescrizione del capo originario può impedire una riqualificazione piu' grave
  • La garanzia del contraddittorio non è necessariamente violata se la riqualificazione avviene in appello: l'imputato può contestare la nuova definizione anche in cassazione se non ha avuto modo di intervenire in appello
  • Motivi di cassazione formulati in modo generico o che si limitano a ripetere le doglianze di merito, senza indicare errori di legge o carenze specifiche nella motivazione, sono generalmente inammissibili
  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche richiede l'individuazione di elementi positivi di valutazione; l'assenza di tali elementi o la presenza di precedenti può giustificare il mancato riconoscimento

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