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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32905/2023 del 27/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso: ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata relativamente alle statuizioni penali, eliminando le condanne penali irrogate dal Tribunale. Non è intervenuta sulle statuizioni civili (rimedio civile rinviato o lasciato al giudice civile) e nulla è stato disposto in ordine alle spese della parte civile. Il Procuratore generale aveva chiesto l'annullamento senza rinvio; le parti civili avevano chiesto il rigetto.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva la violazione di legge per avere il Tribunale di Velletri riformato la sentenza di assoluzione del Giudice di pace con effetti penali nonostante l'appello fosse stato proposto soltanto dalle parti civili. Il Tribunale aveva invece ritenuto attendibili le dichiarazioni dei testi (in particolare El Karkouri Yassine) e i certificati medici, aveva rilevato la rinuncia dell'imputato a valersi della prescrizione e aveva condannato Alfonso Sasso per i reati ascritti (artt. 582 e 612 c.p.). Il ricorrente sosteneva che la riforma in peius degli effetti penali non era ammissibile perché la parte civile non aveva chiesto la citazione a giudizio ai sensi dell'art. 38 d.lgs. n. 274/2000.

Norme richiamate

  • artt. 582 e 612 cod. pen.

    Indicazione dei reati contestati all'imputato (lesioni personali e la fattispecie di cui all'art. 612 c.p. come contestata). La Corte non ha esaminato nel merito la fondatezza delle valutazioni probatorie che avevano portato alla condanna, ma ha annullato le statuizioni penali per vizio di legittimazione dell'appello che ne aveva consentito la riforma.

  • art. 38 d.lgs. n. 274/2000

    La norma disciplina i poteri della parte civile in ordine all'impugnazione: la parte civile può impugnare anche con effetti penali solo se abbia previamente chiesto la citazione a giudizio; in mancanza di tale richiesta l'appello della sola parte civile non può determinare un peggioramento della posizione penale dell'imputato (divieto di reformatio in peius).

  • Cass. Sez. U n. 877 del 14/07/2022 (richiamata)

    Richiamata per il principio secondo cui la parte civile che si limita a inviare conclusioni senza contribuire alla decisione non può essere liquidata in sede penale; sottolinea i limiti della partecipazione della parte civile nel giudizio di impugnazione.

Massime di principio

  • Se l'appello è proposto soltanto dalla parte civile e questa non ha chiesto la citazione a giudizio ai sensi dell'art. 38 d.lgs. 274/2000, il giudice d'appello non può aggravare la posizione penale dell'imputato (divieto di reformatio in peius).
  • La legittimazione della parte che impugna è requisito procedurale essenziale: errori su questo punto possono portare all'annullamento delle statuizioni penali senza rinvio da parte della Cassazione.
  • Le statuizioni civili sono in parte autonome e possono essere lasciate in vita o rinviate al giudice civile anche quando le statuizioni penali vengono annullate per vizi procedurali.
  • La Corte di merito deve valutare tutte le prove rilevanti, ma anche una valutazione probatoria favorevole alla parte civile non giustifica una riforma penale se manca la legittimazione dell'appellante.
  • Per l'imputato conviene sempre eccepire tempestivamente il difetto di legittimazione dell'appellante; per la parte civile, se si mira anche agli effetti penali, è essenziale la preventiva richiesta di citazione a giudizio prevista dalla normativa vigente.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio le statuizioni penalmente invalidate da un vizio procedurale di rilevanza sostanziale, evitando di entrare nel merito quando il vizio inficia la stessa possibilità di pronunciare un aggravio penale.

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