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Ordinanza

Ordinanza n. 762/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento prot. n. CA/2025/235257 del 02/12/2025 con cui Roma Capitale - MUNIC. I - U.O. AMMINISTRATIVA E AFFARI GENERALI ha comunicato l'inefficacia della SCIA Prot. n. CA/2025/224286 del 17/11/2025, presentata dalla società ricorrente per l'apertura di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande nel locale sito in Roma, Largo del Pallaro n.1; della Deliberazione del Consiglio Comunale di Roma n. 35 del 16/03/2010, recante “Regolamento per l'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande”, nella parte in cui, all'art. 10, comma 4, vieta il rilascio di nuove autorizzazioni per l'apertura di attività di somministrazione di alimenti e bevande nell'Ambito 1 - Centro Storico.

Giustizia amministrativa202600938

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di comunicazione dell'inefficacia della SCIA per l'apertura di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande, nonché disposizione regolamentare comunale che vieta nuove autorizzazioni nel Centro Storico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento con cui Roma Capitale ha comunicato l'inefficacia della SCIA presentata per l'apertura di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande in un locale sito nel Centro Storico di Roma. È stata inoltre impugnata la disposizione dell'art. 10, comma 4, del regolamento comunale approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 35 del 2010, che vieta il rilascio di nuove autorizzazioni per l'apertura di attività di somministrazione nell'Ambito 1 - Centro Storico. Il testo menziona censure procedimentali dedotte con il secondo motivo di ricorso; tali censure sembrano fondate sulla pretesa riconducibilità dell'iniziativa a una sostituzione di un'attività commerciale preesistente. Dal certificato storico prodotto dalla ricorrente risulta, tuttavia, che dal 2003 non erano più esercitate nel locale attività di vicinato di tipo alimentare.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto insussistente una sufficiente probabilità di fondatezza del ricorso, richiamando la giurisprudenza consolidata che ha ritenuto legittime le limitazioni introdotte dalla deliberazione consiliare n. 35 del 2010 al rilascio di autorizzazioni per nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande, con richiamo anche a una recente sentenza del Consiglio di Stato. Le censure procedimentali sono state ritenute prive, allo stato, di idoneità cautelare poiché il certificato storico dimostra che dal 2003 non veniva più esercitata nel locale alcuna attività di vicinato alimentare: non ricorre quindi una sostituzione di attività preesistente, ma l'apertura di una nuova attività soggetta alla limitazione regolamentare. Il provvedimento comunale di inefficacia della SCIA non è stato sospeso. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale; il TAR ha valutato il fumus boni iuris e ha respinto la richiesta di sospensione.

  • art. 10, comma 4, DCC Roma n. 35/2010

    vieta il rilascio di nuove autorizzazioni per l'apertura di attività di somministrazione di alimenti e bevande nell'Ambito 1 - Centro Storico

    La disposizione regolamentare è stata ritenuta, alla luce della giurisprudenza richiamata, legittima quanto alle limitazioni per nuove attività di somministrazione nel Centro Storico.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione dell'efficacia di un provvedimento amministrativo richiede un sufficiente fumus boni iuris; tale requisito manca quando le censure si pongono in contrasto con un orientamento giurisprudenziale consolidato sulla legittimità della disciplina applicata.
  • Una limitazione regolamentare comunale al rilascio di nuove autorizzazioni per attività di somministrazione di alimenti e bevande può ritenersi legittima, secondo la giurisprudenza richiamata, anche quando incide sull'apertura di nuovi esercizi in una zona storica individuata dal regolamento.
  • Non si configura la sostituzione di un'attività commerciale preesistente quando, secondo la documentazione storica del locale, l'attività precedente non è più esercitata da molti anni; l'iniziativa deve pertanto essere trattata come apertura di una nuova attività ai fini dell'applicazione delle limitazioni regolamentari.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneSCIA e liberalizzazioni
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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