Cassazione Penale, Sentenza n. 19277/2022 del 16/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di Bari e il divieto di espatrio con ritiro del passaporto. L'indagato contestava la sussistenza delle esigenze cautelari, deducendo assenza sia del pericolo di fuga sia del pericolo di reiterazione dei reati.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e per carenza di specificità. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente valutato che la misura era fondata sul pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie (e non sul rischio di fuga) e che tale pericolo era adeguatamente motivato con riferimento alla serialità e continuità delle condotte corruttive e ai plurimi precedenti penali dell'indagato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro tremila alla Cassa delle ammende. Decisione del 20/04/2022.
Norme richiamate
art. 319 cod. pen.
Richiamato come parte della fattispecie di corruzione continuata contestata all'indagato; la Corte ha considerato i fatti alla luce della norma come imponenti la valutazione delle esigenze cautelari per rischio di reiterazione.
art. 321 cod. pen.
Richiamato unitamente all'art. 319 per configurare la corruzione continuata; utilizzato per descrivere la gravità del quadro indiziario e giustificare le misure cautelari.
Misure cautelari personali (obbligo di dimora, divieto di espatrio, ritiro del passaporto) - norme del codice di procedura penale
Applicate dal primo giudice e confermate dal Tribunale del riesame in funzione della sussistenza del pericolo di reiterazione; la Corte ha ritenuto corretta la motivazione che lega la misura al rischio concreto di commissione di ulteriori delitti della stessa specie.
Massime di principio
- Se il provvedimento cautelare è motivato esclusivamente sul pericolo di reiterazione, un'impugnazione fondata solo sul presunto assenza di pericolo di fuga rischia di essere irrilevante e quindi inammissibile.
- Per contrastare efficacemente misure cautelari basate sul rischio di reiterazione il difensore deve proporre censure specifiche e circostanziate sul profilo della recidiva (es. inconsistenza della prova di serialità, prova di cessazione del rapporto criminoso, elementi che escludono la capacità di reiterare).
- La presenza di condotte seriali, di un rapporto continuativo e consolidato con il pubblico ufficiale coinvolto e precedenti penali rilevanti costituiscono indici forti che giustificano l'adozione di misure limitative della libertà personale per il rischio di reiterazione.
- In cassazione l'assenza di specificità del motivo comporta spesso l'inammissibilità del ricorso e può portare alla condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie; pertanto occorre formulare motivi chiari, pertinenti al thema decidendum e corredati da elementi di fatto o di diritto.
- Quando si propone riesame o impugnazione, è strategico concentrare le censure sul punto effettivamente deciso dal giudice (es. pericolo di reiterazione vs pericolo di fuga) e, se possibile, proporre misure alternative meno afflittive e proporzionate rispetto alla gravità del quadro indiziario.
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