Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 31496/2021 del 03/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

La controversia

I proprietari di un terreno agivano davanti al tribunale chiedendo il risarcimento del danno da occupazione usurpativa del loro fondo da parte di un comune, ai sensi dell'art. 2043 c.c., con interessi e rivalutazione. Il tribunale riconosceva il danno e liquidava una somma. In appello, il comune impugnava la decisione e la corte territoriale riduceva sensibilmente il risarcimento, ritenendo che il fondo non fosse edificabile ma agricolo, e valorizzando la destinazione di fatto dell'area a servizi in ragione della presenza di un manufatto, in particolare un serbatoio idrico. I soccombenti proponevano ricorso per cassazione con due motivi: il primo per omessa, contraddittoria e insufficiente motivazione ex art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c., lamentando che la corte d'appello non avesse considerato le integrazioni e i chiarimenti del CTU nella quantificazione del valore e avesse ridotto il risarcimento senza esporre i criteri seguiti; il secondo per violazione e falsa applicazione dell'art. 55 d.P.R. 327/2001 e dell'art. 1 CEDU, in relazione all'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., sostenendo che la corte d'appello avesse erroneamente escluso la natura edificabile del fondo nonostante la destinazione urbanistica risultante dal piano regolatore approvato nel 2005.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso in entrambi i motivi, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità. La Corte ha rilevato che il risarcimento deve essere commisurato alla situazione giuridica esistente al momento dell'esproprio/occupazione e non a una situazione di mero fatto; pertanto, ai fini della valutazione del fondo, non poteva prevalere la presenza materiale del serbatoio idrico come elemento impeditivo dell'edificabilità se la destinazione urbanistica del bene era diversa.

Norme richiamate

  • art. 2043 c.c.

    richiamato quale fondamento dell'azione risarcitoria per occupazione usurpativa del terreno.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    invocato per censurare il vizio di motivazione della sentenza d'appello.

  • art. 55 d.P.R. 327/2001

    richiamato dai ricorrenti quale norma violata nella determinazione del valore del fondo ai fini risarcitori.

  • art. 1 CEDU

    richiamato dai ricorrenti quale parametro convenzionale violato dalla decisione impugnata nella stima del bene.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    invocato per denunciare violazione e falsa applicazione di legge.

Massime di principio

  • Nel risarcimento del danno da occupazione illegittima di un fondo, la stima del bene deve essere effettuata con riferimento alla situazione giuridica ed urbanistica esistente al momento rilevante della vicenda, non a contingenti condizioni di fatto sopravvenute o meramente materiali.
  • Ai fini della qualificazione del terreno come edificabile o agricolo, rileva la destinazione urbanistica risultante dagli strumenti pianificatori, non la sola presenza di opere o manufatti che, di fatto, possano rendere più difficile o impossibile edificare.
  • Quando il giudice di merito riduce il risarcimento, deve indicare in modo coerente i criteri seguiti e tenere conto delle risultanze tecniche acquisite, soprattutto se la consulenza tecnica è stata integrata da chiarimenti.
  • La censura di legittimità può investire sia il vizio motivazionale, sia la violazione delle norme che governano la quantificazione del danno espropriativo o occupativo, quando la decisione si fondi su un parametro di valutazione non corretto.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità della PAEspropriazione forzata
RamiResponsabilità civileEsecuzioni
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.