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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27799/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso della parte civile censura la sentenza della Corte d'appello di Lecce che aveva confermato l'assoluzione degli imputati (Barletta) per il reato di calunnia nei confronti dell'avvocato Mario De Giorgio. Le contestazioni riguardavano l'addebito mosso dai Barletta a De Giorgio di: non averli informati del deposito della sentenza di merito e non aver consegnato la copia esecutiva; di non aver dato esecuzione alla sentenza di merito; di essersi dichiarato falsamente distrattario delle spese e degli onorari liquidati e di avere indebitamente ottenuto pagamenti da terzi (presunto ingiusto profitto). In cassazione De Giorgio ha dedotto vizi di motivazione e violazioni di legge per omissione e travisamento della prova, inosservanza di atti documentali (fax, scritture private, perizia sulla firma), errata valutazione della documentazione che dimostrava l'autorizzazione a riscuotere e la spettanza dei compensi, nonché errata valutazione della necessità di un mandato per l'azione esecutiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha ritenuto alcuni motivi fondati (in particolare la mancata considerazione di elementi documentali decisivi e il travisamento della prova da parte della Corte d'appello) e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili, disponendo il rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente in grado d'appello e rimettendo a tale giudice anche la liquidazione delle spese per questo grado di legittimità. La Cassazione ha dichiarato inammissibile per carenza d'interesse il motivo che chiedeva la sola sostituzione della formula dell'assoluzione ("perché il fatto non sussiste" con "perché il fatto non costituisce reato") e ha assorbito altri motivi. In sintesi: confermata l'insufficienza della prova penale nella sostanza della decisione penale, ma annullamento limitato agli effetti civili per omessa e viziata valutazione di prove documentali rilevanti, con rinvio al giudice civile.

Norme richiamate

  • art. 380 cod. pen.

    La Corte richiama che il reato presuppone la pendenza di un procedimento esecutivo o di una situazione giuridica nella quale l'omissione dei doveri scaturenti dal mandato possa essere penalmente rilevante; in mancanza di conferimento del mandato per l'esecuzione, non sussiste il profilo di illiceità richiesto per la calunnia relativa a omissione dell'azione esecutiva.

  • art. 640 cod. pen.

    Il reato di truffa richiede l'ingiusto profitto; la Corte ha osservato che, ove la somma fosse spettata all'avvocato in base a distrazione di spese e compensi, manca l'ingiusto profitto richiesto dall'art. 640, con conseguente insussistenza dell'elemento oggettivo della truffa.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla esposizione sintetica dei motivi di cassazione; la Corte ha valutato i motivi dedotti ai sensi di tale disposizione e ne ha dichiarati alcuni fondati e altri inammissibili o assorbiti.

  • Giurisprudenza (Sez. 3, n. 497 del 26/11/2021, dep. 12/01/2022)

    Principio di diritto richiamato sulla inammissibilità del ricorso della parte civile diretto solo a sostituire la formula dell'assoluzione quando ciò non comporterebbe vantaggio pratico per il ricorrente; la Corte ha applicato tale principio per dichiarare inammissibile il motivo che chiedeva la sola correzione della formula dell'assoluzione.

Massime di principio

  • Per configurare il reato (es. omissione nell'esecuzione o truffa) è necessario provare sia l'elemento oggettivo (fatto materiale illecito o ingiusto profitto) sia l'elemento soggettivo (dolo): l'assenza di mandato o l'esistenza di autorizzazioni scritte possono escludere la rilevanza penale.
  • Le sentenze di archiviazione o i provvedimenti del G.i.p. che rilevano l'insussistenza di ingiusti profitti o l'assenza di elementi probatori sono elementi rilevanti nella valutazione di un'accusa successiva di calunnia e devono essere considerati dal giudice di merito.
  • La documentazione scritta (fax, scritture private, corrispondenza dell'avvocato, dichiarazioni bancarie) e i risultati di perizie sulla firma sono prove decisive: la loro omissione o la loro errata valutazione può costituire vizio di motivazione censurabile in cassazione.
  • La Cassazione può annullare una sentenza penale limitatamente agli effetti civili se rileva travisamento della prova rispetto al giudicato civile o omissione di valutazione di elementi essenziali, disponendo il rinvio al giudice civile per la determinazione del diritto al risarcimento o delle poste economiche.
  • Un ricorso per cassazione volto esclusivamente a cambiare la formula dell'assoluzione (senza conseguente vantaggio pratico) può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse; chi impugna deve dunque prospettare utilità concreta dall'eventuale accoglimento.
  • In contenziosi che coinvolgono professionisti (avvocati), la distrazione delle spese e la spettanza di compensi, se documentate e richieste in maniera formale, possono escludere il dolo e l'ingiusto profitto, incidendo sulla rilevanza penale delle accuse.

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