Ordinanza n. 429/2026 - Firenze, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della domanda di nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno stagionale
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento di rigetto relativo alla domanda di nulla osta alla conversione del proprio permesso di soggiorno stagionale, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il giudice ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, poiché paiono ricorrere i requisiti per la conversione: il primo impiego della ricorrente, protrattosi per tre mesi, riguardava attività alberghiera, ritenuta certamente di natura stagionale. È stato inoltre dedotto e ritenuto sussistente il periculum in mora, in quanto l’efficacia del diniego avrebbe potuto compromettere la permanenza della ricorrente in Italia e la prosecuzione dell’attività lavorativa.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso interinalmente l’efficacia del provvedimento impugnato. La misura è stata concessa ritenendo integrati entrambi i presupposti dell’art. 55 c.p.a.: il fumus boni iuris, in ragione della plausibile sussistenza dei requisiti per la conversione del permesso, e il pregiudizio grave e irreparabile derivante dal rischio per la permanenza in Italia e per la prosecuzione del lavoro. Il merito è stato fissato all’udienza pubblica del 9 febbraio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La tutela cautelare è stata concessa poiché il giudice ha ritenuto presenti il fumus boni iuris e il periculum in mora, ravvisando un pregiudizio grave e irreparabile per la permanenza in Italia e la prosecuzione dell’attività lavorativa.
Massime di principio
- In sede cautelare, il diniego relativo alla conversione di un permesso di soggiorno può essere sospeso quando, sulla base degli elementi disponibili, risulti plausibile la sussistenza dei requisiti sostanziali per la conversione e l’efficacia dell’atto possa compromettere in modo grave e irreparabile la permanenza dello straniero in Italia e la prosecuzione dell’attività lavorativa.
- Ai fini del fumus boni iuris in una controversia sulla conversione di un permesso di soggiorno stagionale, assume rilievo la natura stagionale dell’attività lavorativa concretamente svolta, quale l’attività alberghiera protrattasi per un periodo limitato.
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