Cassazione Penale, Sentenza n. 40150/2022 del 24/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato per vizio motivazionale: ha rilevato contraddittorietà nella motivazione della Corte di appello circa la partecipazione del Valori al reato presupposto e l'elemento soggettivo della ricettazione. Ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte di Appello di Perugia affinché venga emendato il vizio motivazionale
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizi di motivazione in ordine all'affermazione di responsabilità per ricettazione: mancava la prova della commissione del reato presupposto (la truffa ai danni di FCA BANK) e mancava prova della consapevolezza dell'imputato circa la provenienza delittuosa dell'autovettura. La Corte di appello aveva invece ritenuto che le modalità e i tempi delle compravendite (acquisto pochi giorni dopo l'operazione truffaldina a prezzo inferiore e rivendita immediata) suggerissero un "programma criminoso", argomentazione che la Cassazione ha ritenuto contraddittoria rispetto all'affermazione di estraneità del Valori al reato presupposto
Norme richiamate
Reato di ricettazione (art. 648 c.p.)
La pronuncia richiama implicitamente il principio che per configurare la ricettazione occorre la prova dell'origine delittuosa del bene e della consapevolezza dell'acquirente, nonché l'assenza di concorso dell'acquirente nel reato presupposto; se emerge un'ipotesi di concorso, la ricettazione non può essere ravvisata
Reato di truffa (art. 640 c.p.)
La truffa è il reato presupposto contestato; la decisione evidenzia l'esigenza di prova certa della sua commissione da parte di terzi e di valutare se elementi fattuali (tempi, prezzi, modalità delle cessioni) indichino invece una partecipazione coordinata dell'acquirente alla truffa
Massime di principio
- Per la ricettazione è necessario provare sia l'origine delittuosa del bene sia la consapevolezza dell'acquirente; l'accertamento del dolo è decisivo
- Se gli elementi fattuali (prezzo anomalo, rapidità delle compravendite, collegamento temporale stretto) lasciano ragionevolmente intendere un coordinamento tra acquirente e autore del reato presupposto, deve essere valutata l'ipotesi di concorso e non automaticamente la ricettazione
- La motivazione giudiziale deve essere coerente: l'uso di argomentazioni che implicano simultaneamente estraneità e partecipazione dell'imputato costituisce vizio motivazionale che può determinare l'annullamento e il rinvio
- In caso di dubbio sulla partecipazione dell'imputato al reato presupposto il giudice di rinvio dovrà chiarire puntualmente le prove utili a distinguere tra ricettazione e concorso nel reato presupposto
- Chi impugna una condanna per ricettazione dovrebbe porre l'accento sulla mancanza di prova dell'elemento soggettivo e sulla possibilità che i fatti descritti indichino invece una partecipazione originaria all'illecito
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