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Sentenza

Sentenza n. 290/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 173/2023 emessa dal Tribunale di Ferrara, pubblicata in data 16/11/2023.

Giustizia amministrativa202501460

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Ferrara n. 173/2023, passata in giudicato, relativa alla carta docente per tre annualità

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. deducendo l'inadempimento del Ministero rispetto alla sentenza del Tribunale di Ferrara n. 173/2023. La sentenza risultava passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 16 ottobre 2025, ed era stata notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, l'Amministrazione non aveva dato esecuzione alle statuizioni giudiziali. Il Ministero si è costituito senza depositare memorie o documentazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando la perdurante inadempienza del Ministero nell'esecuzione della sentenza definitiva del giudice ordinario. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente decisione. Per il caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato fin d'ora un commissario ad acta, individuato nel dirigente dell'Ufficio Scolastico regionale, con facoltà di subdelega, il quale dovrà provvedere, su istanza della ricorrente, entro i successivi novanta giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800, oltre spese generali, oneri accessori e restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento e disporre, in caso di ulteriore inerzia, l'intervento sostitutivo del commissario ad acta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a una sentenza passata in giudicato può essere accertato quando sia decorso il termine dilatorio per l'esecuzione e l'amministrazione non abbia dato attuazione alle statuizioni giudiziali.
  • Accertata la perdurante inerzia dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'esecuzione del giudicato entro un termine determinato, tenendo conto di quanto eventualmente già corrisposto in esecuzione della decisione.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa qualora l'amministrazione non adempia entro il termine assegnato.
  • La nomina del commissario ad acta può prevedere la facoltà di subdelegare le operazioni esecutive ad altro dirigente o funzionario, purché ciò avvenga nell'ambito dell'incarico conferito dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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